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A22, tamponamento auto-moto

A22, tamponamento auto-moto

Ubriaco al volante travolge una moto in A22: morto un dirigente di Fondazione Arena

La vittima del tamponamento è Corrado Ferraro, 56 anni da poco compiuti, lavorava in Fondazione Arena come direttore del marketing. L'investitore era alla guida dell'auto ubriaco

Un incidente stradale mortale, la cui dinamica è stata in parte già appurata dalla polizia stradale di Verona e il cui esito è stato drammatico, quello accorso nella notte verso l'una tra domenica 29 e lunedì 30 luglio, lungo l'autostrada del Brennero A22. A perdere la vita è stato Corrado Ferraro, direttore commerciale e marketing della Fondazione Arena di Verona. Aveva da poco compiuto 56 anni lo scorso 23 luglio e si trovava alla guida della sua moto, uno scooter Honda, quando è stato tamponato all'improvviso da un'auto che sfrecciava sulla corsia di destra a tutta velocità.

corrado ferraroLa vittima Corrado Ferraro

Il tamponamento e l'incendio

Secondo le risultanze dei primi rilievi svolti dalla polstrada sul luogo dell'incidente, al chilomentro 226+69 dell'A22 in direzione nord, la dinamica dello scontro consisterebbe in un violento tamponamento che non ha lasciato alcuno scampo al conducente dello scooter Honda Corrado Ferraro. La Citroen C4 guidata da un 35enne, le cui iniziali sono M. O. ed è originario di Rovereto, ha letteralmente travolto il due ruote, trascinandoselo al di sotto della carena e arrestando la propria corsa soltanto circa 110 metri dopo il primo impatto.

A seguito dell'urto l'ex dirigente di Fondazione Arena è stato sbalzato all'indietro dalla sella dello scooter, il suo casco è stato ritrovato a circa nove metri di distanza con ancora il lacciolo della sicura allacciato. Subito dopo l'urto violentissimo, una fuoriuscita di benzina sulla strada ha quindi provocato un incendio che ha coinvolto entrambi i mezzi finiti pressoché distrutti, cosa che complicherà non poco il lavoro degli inquirenti.

DSC_3136Il dirigente della Polstrada Girolamo Lacquaniti

Investitore positivo alcol test

Ad ogni modo, ad aggravare in modo decisivo la posizione dell'investitore 35enne alla guida dell'auto, è il fatto di essere risultato abbondantemente positivo all'etilometro: alla prima prova il dato è stato di 1,42 mentre la seconda ha dato come esito 1,47. L'ipotesi di reato che gli verrà contestata sarà dunque, com'era inevitabile, quella di "omicidio stradale aggravato" e nelle prossime ore si terrà il processo per direttissima per la convalida dell'arresto. L'uomo aveva peraltro già alcuni precedenti specifici, seppur datati, sempre per il reato di guida in stato di ebbrezza.

La vittima Corrado Ferraro

La vittima Corrado Ferraro, dopo l'impatto tremendo e l'arrivo dei soccorsi, è stato trasferito già in fin di vita presso l'ospedale di Borgo Trento, ma nel corso della notte è poi sopraggiunto il decesso. Ferraro si era diplomato al Conservatorio di Verona in violino ed era anche laureato in Economia e gestione delle imprese di servizi sempre nell'ateneo scaligero. Dopo aver svolto per anni il ruolo di professore d'orchestra, dal '93 al '96 aveva lavorato per Fondazione Arena come direttore della biglietteria, in seguito fino al 2002 quale responsabile del marketing e, infine, prima del tragico incidente di stanotte come direttore.

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Il dirigente della Polstrada Girolamo Lacquaniti

L'imperativo categorico per gli automobilsti

Un noto adagio kantanio invitava l'uomo ad agire «soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che divenga una legge universale». Proprio a tale idea si è richiamato durante la conferenza stampa odierna il dirigente della Polizia Stradale della questura di Verona Girolamo Lacquaniti, il quale ha rivolto un esplicito invito a tutti coloro che si mettono alla guida: «Guidate come vorrreste che tutti gli altri automobilisti si comportassero, mentre sono alla guida, nei vostri confronti. Non esistono incidenti frutto della casualità o del fato, - ha quindi aggiunto ancora il dirigente della Polstrada Lacquaniti - ogni morte o incidente stradale è diretta conseguenza dei comportamenti sbagliati di noi umani che ci mettiamo al volante e non rispettiamo il codice della strada. Tanti pensano di essere migliori di altri alla guida e si prendono dei rischi, - ha quindi concluso il dirigente Lacquaniti - ma anche gli stessi limiti di velocità bisognerebbe non solo rispettarli, ma anche starvi ben al di sotto. Nel caso specifico in questione poi, il fattore dell'alcol è stato un'aggravante determinante e senza scusanti».

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