A Verona il Tribunale Militare apre un'indagine sui carabinieri della caserma Levante

Aperto un fascicolo dalla Procura militare di Verona competente anche per l'Emilia-Romagna

Carabinieri dinanzi alla stazione di Levante - foto via Il Piacenza

Mentre la cittadina emiliana di Piacenza finisce su tutti i giornali nazionali per l'inchiesta "Odyssèus" che coinvolge la caserma dei carabinieri di Levante, anche la Procura militare di Verona ha aperto un fascicolo d'indagine sui presunti abusi contestati a una decina di militari dell'Arma in servizio nella caserma, peraltro già posta sotto sequestro. Il procedimento sarebbe una conseguenza anche dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Piacenza e sulla scorta dell'ipotetica configurabilità di "reati militari". Il procuratore militare Stanislao Saeli, infatti, spiega: «Al momento si tratta di atti relativi al fatto, abbiamo proceduto sulla base dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Piacenza, da cui sembrano già emergere estremi di reati militari. Agiamo in perfetta sintonia con i colleghi della Magistratura ordinaria per ottimizzare le attività di indagine».

La Procura militare di Verona, con sede in Stradone Porta Palio, ha competenza per i "reati militari" commessi, oltre che in Veneto, anche all'interno di diverse altre regioni del nord Italia, tra le quali appunto pure l'Emilia-Romagna. Nel frattempo da oggi prenderanno il via i primi interrogatori di garanzia dei carabinieri coinvolti nell'inchiesta, nei confronti dei quali le accuse e i reati ipotizzati dalla Procura ordinaria sono particolarmente gravi. Nel fascicolo di circa 900 pagine che raccoglie anche diverse intercettazioni, si parla di «spaccio, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d'ufficio, rivelazione ed uso di segreti d'ufficio, falsità ideologica, perquisizione e ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, truffa ai danni dello Stato».

Il commento del Procuratore Capo di Piacenza, Grazia Pradella, è stato lapidario: «In quella caserma non accadeva nulla di lecito». E ancora: «Siamo di fronte a reati impressionanti, - ha aggiunto Pradella - se si pensa che sono stati commessi da militari dell'Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti».

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Parole molto dure cui fanno eco quelle del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, pronunciate dinanzi ai carabinieri di una caserma romana durante una visita ufficiale: «Le prime vittime di questi fatti gravissimi siete voi - ha detto il ministro Lorenzo Guerini - 110 mila uomini e donne che vestite questa uniforme con impareggiabile dedizione, generosità e sacrificio. I fatti di Piacenza per come sono emersi sono gravissimi e inauditi. Ed ancor più grave è che questi fatti siano avvenuti durante l'emergenza sanitaria, in un momento in cui forze armate e forze dell'ordine erano impegnate con ogni sforzo a dare supporto ai cittadini. Inammissibile che mentre la totalità dell'Arma combatteva in un momento così delicato a servizio dei cittadini, altri commettessero simili azioni, indegne per chi indossa l'uniforme dei carabinieri».

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