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Ampliamento dell'inceneritore: il consiglio veneto blocca la moratoria

Inutili le proteste dei sindaci di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Zevio, Buttapietra e Castel d'Azzano, convinti della necessità di impedire che riparta l'impianto

Continua l'odissea di Ca' del Bue, che dopo le polemiche, le trattative e i compromessi, si vede oggi tirato in causa da Palazzo Balbi. Il consiglio regionale del Veneto infatti, con i voti della maggioranza Pdl e Lega Nord, ha respinto un emendamento al provvedimento legislativo di modifica alle norme di programmazione socio-sanitaria, che si proponeva di stabilire, in nome della tutela della salute pubblica, una moratoria in materia di ampliamento di impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani.

IMPIANTO INUTILE - Tale moratoria intendeva risponde alle richieste avanzate nei giorni scorsi alla commissione ambiente del consiglio regionale con una proposta di legge "ad hoc" dai sindaci dei cinque Comuni della cintura attorno a Verona: San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Zevio, Buttapietra e Castel d'Azzano convinti della necessità di impedire che riparta l'impianto di incenerimento di Ca' del Bue. "Ampliare questo inceneritore - avevano spiegato a palazzo Ferro-Fini i primi cittadini dei Comuni veronesi- sarebbe un'operazione priva di senso perché le elevatissime percentuali di raccolta differenziata di rifiuti lo rendono totalmente sovradimensionato, e quindi, inutile".

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