Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Ca' del Bue

Inceneritore a Ca' del Bue, lo stop del Governo. Pd: "Avanti con la differenziata"

L'impianto di Ca' del Bue è stato depennato da parte del Governo nazionale dalla lista degli impianti strategici per lo smaltimento dei rifiuti. Se il 20 gennaio la Conferenza Stato-Regioni confermerà questa linea, potrebbe trattarsi della pietra tombale per il termovalorizzatore a San Michele

Nella giornata di ieri mercoledì 13 gennaio, da Roma è arrivata quella che potrebbe essere considerata la sentenza definitiva su Ca' del Bue e il relativo impianto termovalorizzatore che da diverso tempo si vorrebbe mettere in funzione. Nell'ambito di una riunione tra il Governo nazionale e le Regione che anticipa di qualche giorno la Conferenza Stato-Regioni prevista per il 20 gennaio, è infatti emerso ufficialmente come quello di Ca' del Bue non sia considerato dallo stesso Governo tra gli impianti di rilevanza nazionale per lo smaltimento dei rifiuti.

Per di più è stata affermata la possibilità per la Regione Veneto di esportare in Lombardia una quantità pari a 150mila tonnellate di rifiuti, affinché vengano qui smaltite. Di fatto il rimpallo delle responsabilità che vi era precedentemente stato tra Agsm e Regione Veneto, circa la decisione di convertire effettivamente l'impianto di Ca' del Bue da semplice smistatore a bruciatore di rifiuti per produrre energia, parrebbe aver trovato una sua risoluzione nella scelta del Governo di depennare lo stesso impianto dalla lista di quelli strategici per l'Italia. In merito non si è fatta attendere la presa di posizione da parte degli esponenti in Consiglio Comunale del Partito Democratico, nelle persone di Michele Bertucco e Stefano Vallani:

"Fallita la grottesca campagna di propaganda che pretendeva di addebitare al Governo la volontà di realizzare l'inceneritore Cà del Bue, assistiamo ora agli ultimi sterili battibecchi tra Agsm e Regione Veneto che vicendevolmente si rimpallano la responsabilità di un progetto ormai fallito, l'ennesima grande opera veronese destinata al cestino dei rifiuti.

La verità che Venturi sembra ignorare è che l'amministrazione Tosi si è contraddistinta come sostenitrice della soluzione dell'incenerimento fin dai primissimi giorni del suo primo mandato nell'ormai lontano 2007, cieca e sorda difronte al trend positivo della differenziata anche al di fuori dei piccoli comuni.

Continuare nella pratica dello scaricabarile ormai non serve più a niente, occorre soltanto lavorare ad una exit strategy che consenta ad Urbaser di uscire di scena il meno dolorosamente possibile (per noi) per poi buttarsi a capofitto sull'incremento della raccolta differenziata che a Verona langue da anni attorno al 50%, così come previsto dal piano regionale dei rifiuti che pone l'obbiettivo del 76% entro il 2020.

Questo significa scongelare le progettualità relative all'estensione del porta a porta ai grandi quartieri della città e all'incremento delle isole ecologiche che colpevolmente Comune e Agsm tengono ferme da anni. A meno che il “piano B” di Tosi e Venturi non preveda di trasformare Cà del Bue in un impianto per l'incenerimento dei rifiuti industriali, così come è stato tentato più volte in passato".

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