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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Quinto / Via Valpantena

Fiamme domate al colorificio: s'indaga sulle cause dell'incendio costato la vita ad un operaio

È stato definitivamente estinto alle prime ore di mercoledì il drammatico incendio divampato il 1° marzo nell'azienda situata a Quinto, che ha portato alla morte di un uomo di 58 anni, il quale si trovava nella zona in cui quell'inferno ha avuto origine

Le operazioni di messa in sicurezza e spegnimento dell'incendio che nel pomeriggio del 1° marzo è divampato all'interno del colorficio Casati a Quinto, si sono concluse intorno alle 7 del mattino di mercoledì, con gli ultimi rientri dei vigili del fuoco che si trovavano al lavoro sul posto. L'area è stata posta sotto sequestro, per consentire le indagini utili a chiarire le cause del rogo, costato la vita ad un'operaio di 58 anni. La vittima si chiamava Graziano Dal Corso, 58enne residente a Verona, il quale si sarebbe sfortunatamente trovato nel punto in cui è partito il rogo, venendo avvolto dal fuoco.

Drammatico incendio al Colorificio Casati: le immagini

L'incendio

Non sono ancora state stabilite le cause della tragedia, sulle quali indagano i carabinieri di Verona, con il Nucleo Investigativo, insieme al personale del N.I.A.T. dei vigili del fuoco, mentre gli uomini dello Spisal si accerteranno che tutte le misure di prevenzione degli infortuni fossero state prese e il pm di turno ha aperto un fascicolo contro ignoti.
L'incendio è esploso intorno alle ore 16.15 nella zona produzione, seguito poi da una deflagrazione. I sistemi antincendio sarebbero regolarmente entrati in funzione, ma non sarebbero riusciti a fermare il fuoco, che si è nutrito delle sostanze chimiche presenti in quella zona dell'azienda, tra le quali diversi solventi. 
Lanciato l'allarme, sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco di Verona, i quali hanno chiesto il supporto dei colleghi di Rovigo, Mantova, Vicenza, Venezia e Treviso. Alla fine erano 40 gli operatori coordinati dal comandate provinciale Luigi Giudice, supportati da 3 autopompe, 5 autobotti tra cui 3 chilolitriche, 2 carri schiuma, 2 autoscale e un carro NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico Radiologico), che hanno lavorato incessantemente per delimitare ed estinguere le fiamme, evitando eventuali nuove esplosioni.
Nella zona sono intervenuti anche i tecnici Agsm, per fermare l'erogazione di gas, mentre sarà compito di Arpav eseguire le analisi relative all'inquinamento. Una densa colonna di fumo nero si è infatti alzata dalla fabbrica, allarmando i cittadini e portando il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ad emettere un'ordinanza per obbligare i residenti nel raggio di oltre un chilometro dall'incidente a tenere le finestre chiuse. 
Per consentire le operazioni di soccorso al Polizia Locale ha chiuso la zona al traffico, impedendo così di transitare davanti alla fabbrica per il pericolo di altre deflagrazioni: mentre la bretella tra Quinto e Poiano è stata riaperta nel tardo pomeriggio di martedì, via Valpantena è rimasta chiusa fino alle ore 6. 
L'aria irrespirabile e le alte temperature hanno costretto i lavoratori a scappare per mettersi in salvo e sono portati via, lontani da quell'inferno. All'appello però mancava una persona, Dal Corso, i cui resti sono stati trovati successivamente e trasferiti poi all'istituto di Medicina Legale. L'uomo si trovava nel punto in cui ha avuto origine il grosso incendio, che non gli ha lasciato possibilità di scampo. 

I video dell'incendio

Lunga e laboriosa è stata l'opera di spegnimento dei vigili del fuoco, i quali non hanno avuto vita facile nell'estinguere i focolai che stavano ridando vita al rogo. 
Si attendono quindi i primi accertamenti sul posto da parte dei tecnici, per chiarire cosa sia successo ed appurare eventualità responsabilità di questo drammatico episodio. 

«Ancora una vittima sul lavoro. Ancora in Veneto dove proprio ieri (lunedì, ndr) c’è stata la manifestazione dei sindacati per sensibilizzare le istituzioni locali su un tema che è tornato con prepotenza all’attenzione pubblica. Ogni giorno in Italia ci sono fino a due o tre incidenti mortali sul lavoro. Voglio esprimere la mia vicinanza e il mio cordoglio ai parenti e ai colleghi della persona morta oggi nell’incidente al colorificio di Quinto Veronese. Desidero però sollecitare le istituzioni locali, in particolare la Regione Veneto, a dotarsi di tutti gli strumenti per prevenire e contrastare gli infortuni sul posto di lavoro. Le statistiche, purtroppo, ci dicono che non si sta facendo abbastanza». Lo afferma il deputato veronese del Partito Democratico Diego Zardini.

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