Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Bovolone / Viale del Lavoro

Incendio all'Alf di Bovolone, si infiamma la polemica: "Ci sentiamo presi di mira"

Da tempo la Alf srl di Bergamo, la cui sede di Bovolone ha subito un rogo il 4 ottobre, è sotto accusa per l'emissione di polveri sottili. Tante le proteste contro l'azienda negli ultimi mesi

Tonnellate di materiale andate in fumo nell'incendio scoppiato nell'azienda Alf di viale del Lavoro a Bovolone, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre. Ora che si sono spente le infiamme, si sono accese le polemiche. Infatti la Alf Srl di Bergamo è da tempo stata presa di mira per le emissioni di polveri sottili, in particolare di polveri ferrose, dato che tratta di materiali di scarto di acciaierie.

Come si legge su L'Arena, oltre alle proteste per le emissioni, l'azienda era stata raggiunta anche da due ordinanze. A fine agosto, la Provincia di Verona aveva ordinato la "sospensione delle operazioni di recupero che coinvolgano rifiuti pulvirulenti" entro il termine del 25 settembre, periodo nel quale avrebbero dovuto presentare anche una relazione. Giunti alla scadenza, da parte del sindaco di Bovolone, Emilietto Mirandola, era stata emessa un'altra ordinanza urgente che imponeva "l'immediata cessazione di ogni attività di trattamento di rifiuti non pericolosi che possa liberare polveri nell'ambiente circostante causando disagio per la popolazione residente e potenziale pericolo per la salute pubblica".

Su L'Arena, le reazioni dell'azienda, per voce del proprietario Caminada: "L'incendio di sabato notte, se non domato in tempi brevi dai pompieri, poteva distruggere la nostra azienda che ha un valore con gli impianti che supera i sei milioni di euro. Cosa dobbiamo dire? Abbiamo addosso da mesi l'Arpav, la Provincia, il Comune, il comitato di cittadini, i ciclisti e, per finire siamo stati incendiati. È possibile arrivare a tanto per un po' di polvere finita sui giardini di casa? Se questa è la normalità dell'Italia noi ce ne andiamo, e, guardi, lo possiamo fare. Siamo qui tutti i giorni, anche oggi dopo quello che è successo, che facciamo il nostro lavoro, noi non abbiamo inquinato. Lavoriamo da cinque anni, in regola con tutte le autorizzazioni, noi non siamo di quelli che incassano i soldi sui rifiuti per poi scappare. Il materiale andato a fuoco in azienda noi l'abbiamo tutto pagato, ci sono le fatture, dai 70 ai 100 euro a tonnellata, ne abbiamo stoccate 20 mila in tutto, c'è un valore di un milione e mezzo di euro, soldi che abbiamo messo noi. Adesso alcuni del comitato ci vengono a dire che non volevano, che la cosa è sfuggita di mano e sta diventano politica. È ora di finirla, domani abbiamo incontro con il nostro legale vedremo come muoverci, impugneremo le ordinanze".

Sempre su L'Arena, la replica di uno dei firmatari delle segnalazioni con la Alf: "Dopo l'ordinanza del sindaco le cose sono migliorate, lo ammettiamo. Noi eravamo più arrabbiati con le istituzioni che erano in ritardo con i controlli sull'aria che chiedevamo. Ci siamo ritrovati sul finire della settimana e abbiamo convenuto di non andare oltre, visto il miglioramento dopo che la società ha messo nebulizzatori di acqua e filtri. Tra noi non ci sono estremisti o piromani, siamo imprenditori anche noi e abbiamo vissuto l'incendio disastroso della Fazioni di tredici anni fa che ci ha fatto rischiare l'evacuazione. Non abbiamo idea di chi possa essere stato".

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