Cronaca Quinto / Via Valpantena

Incendiati camion di Mangimi Veronesi, l'ira dei dirigenti: "Dobbiamo mettere l'esercito?"

Gravissimo e ingiustificato. Questo il commento di Giordano e Bruno Veronesi sull'attentato a danno dei camion carichi di mangimi parcheggiati allo stabilimento di Ospedaletto Euganeo

All'indomani dell'incendio doloso che ha distrutto 15 camion carichi di mangimi del Gruppo Veronesi nello stabilimento di Ospedaletto Euganeo in provincia di Padova, parlano i proprietari e dirigenti dell'azienda di Quinto di Valpantena. Ovviamente, si tratta di parole cariche di rabbia per un atto terroristico che considerano "gravissimo e ingiustificato".

Su L'Arena, scoppia la rabbia di Giordano Veronesi: "Se vogliono che le aziende italiane chiudano lo dicano. Non possiamo continuare a lavorare così. Dobbiamo mettere l'Esercito a protezione delle nostre aziende? Allora che ci diano l'Esercito, così non si può continuare a lavorare, così fanno scappare le aziende all'estero. È il primo attacco di questo genere e vorrei anche che fosse l'ultimo. Cosa vogliono questi? Lo sanno che diamo da vivere a ventimila famiglie? Che abbiamo trenta stabilimenti e creiamo economia? Cosa vogliono distruggere l'economia? E poi si rendono conto che gli stessi animali che loro vogliono proteggere morirebbero di fame se noi non portassimo i mangimi? Liberi di protestare se non sono d'accordo, ma atti come questi non sono tollerabili". Per Giordano Veronesi, la rivendicazione trovata sui muri "No Ogm - No Allevamenti" sembra essere la pista da seguire, perciò si scaglia contro i gruppi animalisti che da tempo protestano contro le sue aziende.

Più pacato Bruno Veronesi, presidente dell'azienda, che su L'Arena dichiara: "Noi sappiamo che abbiamo sempre fatto le cose per bene e a norma di legge, per questo fatichiamo a capire un attacco del genere. Hanno scritto Ogm free e no allevamenti, non capisco cosa vorrebbero che ognuno allevasse galline e mucche nel giardino? Siamo l'azienda a livello italiano che produce più mangime Ogm free. Di recente siamo riusciti a tornare a lavorare in Germania da dove eravamo stati estromessi per ragioni di costo. E ci siamo rientrati grazie al rispetto dei parametri che la Germania ci chiedeva: la tracciabilità dei nostri prodotti e il chilometro zero cui tanto tengono per il minor consumo di Co2. Nel nostro stabilimento hanno messo a segno un vero e proprio attentato. Le telecamere li hanno ripresi mentre, incappucciati davano fuoco alle gomme dei camion. Non sappiamo chi siano. Non abbiamo ricevuto minacce. Non sappiamo se mai verranno rintracciati i responsabili. Quello che mi viene da pensare e dico ad alta voce è che se qualche telefono dovesse essere sotto controllo, magari c'è il mio che sono tra i potenziali «cattivi», mentre il telefono di queste persone, di questi amici della terra, probabilmente non lo è perchè loro sono quelli buoni. E di certo di telefonate, di contatti tra loro per organizzare un attentato del genere ne avranno avuti".

Le indagini, a cui partecipa anche la Digos di Padova, al momento non escludono alcuna pista, però resta il fatto che il gruppo Zero Ogm, che aveva manifestato in passato contro lo stabilimento di Ospedaletto Euganeo, non ha mai creato problemi di ordine pubblico, perciò gli attentatori potrebbero provenire da altre formazioni.

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