Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

Dal Tibet alla Lessinia. Inaugurato il "Vago Gompa", nuovo tempio buddhista

Con il "Vago Gompa" sorge un nuovo centro di preghiera e raccoglimento buddhista sul suolo veronese. Alla celebrazione del rito inaugurale hanno preso parte numerose persone che sono state ricevute con grande accoglienza dai monaci tibetani

A San Mauro in Lessinia è stato inaugurato un nuovo centro di spiritualità buddista. Si tratta di un nuovo tempio (Gompa) che si viene ad aggiungere a quello dei Tracchi e al centro studi presente a Cancello. Il “Vago Gompa”, questo il nome del nuovo tempio buddista tibetano, si presenta come un luogo aperto a tutti, dove i monaci hanno accolto con gentilezza e pacatezza le numerose persone presenti alla cerimonia.

Il nuovo luogo di preghiera e raccoglimento, sorge nei pressi di una vecchia contrada, sulla strada fra San Rocco di Piegara e San Mauro di Saline, nei pressi di un Bed & Breakfast, la cui proprietaria Ornella Bassi ha dato in concessione gratuita ai monaci tibetani una torre del ‘600 per realizzare il loro nuovo centro spirituale. Come riportato dall’Arena, la signora Bassi spiega di aver “accettato che venissero perché è gente tranquilla. Dove oggi c'è il tempio mi hanno raccontato che c'era una prigione: la casa apparteneva a un incaricato dell'amministrazione della giustizia, che vi rinchiudeva i presunti colpevoli in attesa di giudizio”. Da prigione delle anime dannate dunque, a luogo di preghiera per liberarsi dagli affanni dell’anima, una trasformazione davvero notevole per questo luogo ora già adornato con un altare del Buddha, tappeti e cuscini.

Circa settanta le persone che hanno preso parte alla cerimonia inaugurale, celebrata da tre monaci, i quali hanno invitato tutti i presenti a frequentare il luogo per ricercare la propria serenità alla luce degli insegnamenti del Buddha. All’esterno del tempio poi, le celebrazioni si sono prolungate fino ai margini del bosco, dove è stato lentamente costruito il Mendong, un muro che ciascuno contribuisce a formare, apponendo una pietra sulla quale ha precedentemente inciso una parola o un pensiero. Al termine del rito, come riporta l’Arena, i monaci hanno poi offerto la loro benedizione a tutti i partecipanti: “Avete messo insieme le pietre e ora vi potete sentire come un'unica famiglia e il muro che cresce con le vostre pietre è il simbolo della vostra compassione e della vostra sapienza. Tornate qui a portare le vostre pietre e in questo luogo riceverete le basi dell'insegnamento. Siamo tutti esseri umani che non vogliono soffrire e hanno bisogno della felicità e dello stare insieme”.

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