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In manette il "re" delle rapine a mano armata

In manette il "re" delle rapine a mano armata

In manette il "re" delle rapine a mano armata

Scovato l'apripista degli assalti compiuti a Isola, Mozzecane e Villafranca

I carabinieri si riferiscono a lui come all’apripista delle rapine in banca compiute in varie regioni del nord, tra cui alcune sedi a Villafranca, Mozzecane e Isola della Scala. Ieri per Giancarlo Inverardi, 47enne bresciano, sono scattate le manette e l’ordinanza di custodia cautelare mentre era detenuto al carcere Due Palazzi di Padova per una rapina del 25 marzo scorso. Secondo gli uomini dell’Arma di Villafranca a lui sono imputabili almeno tre assalti ad altrettanti istituti di credito del Veronese, compiuti tra il 9 e il 12 febbraio a Isola della Scala, Villafranca e Mozzecane.

Un modus operandi uguale per tutti i reati quello che l’ha incastrato grazie alle testimonianze dei clienti e dei cassieri davanti i quali il 47enne si presentava armato di taglierino. Lui era il primo a fare irruzione nella banca parzialmente travisato, con un cappello e il bavero della giacca rialzato. Minacciando il responsabile della cassa faceva aprire le porte per far entrare i due complici mentre un quarto uomo fungeva da “palo” all’esterno, e si faceva consegnare tutti i contanti. Poi i quattro si davano alla fuga, solitamente a bordo di una Fiat Panda, trafugata nel Milanese, e facevano perdere le loro tracce. Agivano con pacatezza, ostentando quella certa “professionalità” che permetteva loro di conoscere a fondo i vari istituti di credito presi di mira.

Nelle banche del Veronese il bottino ammonta a 61mila euro, divisi tra i 19mila rapinati a Isola e i 9mila di Villafranca, nelle sedi del Credito Cooperativo, e i 33mila che si sono fatti consegnare alla Popolare di Mozzecane. Numerose sono state le testimonianze che hanno permesso di risalire all’ “apripista” Inverardi, nato e residente a Rovato, nel Bresciano, che hanno permesso ai carabinieri, comandati dal capitano Alberto Granà di Villafranca, di risalire tramite le foto d’archivio all’identità del rapinatore. Ancora in fase di accertamento le generalità degli altri tre complici.
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