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"Il 90% degli impianti antincendio sono irregolari. I tecnici fanno carte false"

Accusa del consigliere regionale di Futuro Popolare Valdegamberi, che ha presentato un'interrogazione in Regione “affinchè verifichi la situazione e obblighi Acque Veronesi e Ags al rilascio della certificazione prevista dalla legge"

Il 90 per cento degli impianti antincendio presenti nel Veronese (ovvero tutti quelli che non hanno il gruppo di pressurizzazione, che viene utilizzato di norma solo in casi particolari e che è costoso) sono a rischio di irregolarità, perché le società che gestiscono il servizio idrico integrato, Acque Veronesi ed Ags, non rilasciano la documentazione che attesta che vengono alimentati con continuità d'acqua. Per questo i tecnici che seguono le pratiche di agibilità degli edifici sono costretti a fare carte false. Altrimenti, infatti, gli edifici sarebbero non agibili”. A sollevare il caso è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Popolare, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale “affinchè verifichi la situazione e obblighi i soggetti gestori al rilascio della certificazione prevista dalla legge, necessaria all’ottenimento del certificato di agibilità degli edifici, sollevando i tecnici terzi all’indebita assunzione di responsabilità”.

“Il decreto 20 dicembre 2012 al punto 4.1 dell’allegato – spiega Valdegamberi nell'interrogazione - prevede che l’attestazione sulla continuità dell’alimentazione idrica degli impianti antincendio sia rilasciata dagli enti gestori della rete di distribuzione dell’acqua (nel caso veronese Ags o Acque Veronesi) o da un professionista antincendio. Di fatto è il solo ente gestore della rete idrica l’unico in grado di fornire queste informazioni, in quanto è lui stesso in possesso dei dati sulla portata, la pressione ed la continuità di erogazione dell’acqua. Risulta che a Verona tali informazioni sono date da tali enti solo a voce ed approssimativamente per non assumersi responsabilità sugli impianti in caso di incendio”.

“Ritenuto che non si possano obbligare le imprese ad ulteriori spese per impianti di pressurizzazione qualora non vi siano le condizioni oggettive di necessità, solo perché dei funzionari non rilasciano le dovute certificazioni” e sottolineando che “qualora i dirigenti e gli amministratori dei soggetti gestori rimangano inadempienti, debbono essere essi stessi responsabili, in caso di danni da incendio, del mancato rilascio della certificazione”, Valdegamberi chiede quindi l'intervento della Giunta regionale. “Perché – spiega – siamo di fronte ad omissioni che non possono continuare”.

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