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Verona solidale. Al via lunedì i lavori socialmente utili per circa cinquanta migranti

Inizieranno la prossima settimana le operazioni di pulizia delle strade, manutenzione delle aiuole e dei parchi che circa 50 profughi ospitati a Verona svolgeranno a titolo volontario

Dopo che nella giornata di martedì 14 luglio era stato firmato il protocollo d’intesa fra Comune, Amia e cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana, per destinare circa una cinquantina di migranti allo svolgimento di lavori socialmente utili, in queste ore si stanno ultimando i preparativi. La data d’inizio effettivo delle operazioni è fissata per lunedì mattina. Alle 8 presso i giardini della Giarina, nelle vicinanze di Piazza Isolo, confluiranno i profughi ospitati dall’Ostello di villa Francescatti, mentre alle 10.30 si ritroveranno all’Arsenale quelli che alloggiano nella struttura messa a disposizione dalla cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana.

A fornire tutta la strumentazione necessaria per lo svolgimento di compiti di pubblica utilità, quali la pulizia delle strade, la manutenzione delle aree verdi e dei parchi, sarà direttamente l’azienda locale Amia. Tutti i partecipanti verranno dotati di giubbino ad alta visibilità, palette e sacchetti cromaticamente differenziati, da utilizzare in base alla tipologia di rifiuti raccolti. I richiedenti asilo riceveranno, oltre a un tesserino di riconoscimento dotato di stemma comunale e con riportata la formula “Verona solidale”, anche un abbonamento semestrale, in grado di coprire la durata effettiva della loro attività di volontari, ai trasporti pubblici cittadini. Suddivisi in piccole squadre operative di 5 membri ciascuna, saranno poi coordinati da un mediatore culturale e accompagnati passo a passo da un tutor, in grado di affrontare e risolvere l’eventuale insorgere di difficoltà.

Un’operazione questa, all’insegna dello spirito di solidarietà che già in passato, seguendo formule similari, ha riscosso notevole successo in paesi della provincia veronese come Selva di Progno, Sorgà, Velo, Badia Calavena. Comprensibile e giustificata la piena soddisfazione che, come riportato dall’Arena, esprime l’assessore ai Servizi Sociali Anna Leso per questa iniziativa ora intrapresa anche dal Comune di Verona: “È un fatto molto positivo e grazie alla collaborazione di tutti sono state superate anche le difficoltà. L'iniziativa nasce dalla necessità di favorire l'integrazione di persone che, non dobbiamo mai dimenticarlo, non sono qui in gita di piacere ma perché sono fuggiti dagli orrori della guerra”. Un impegno per i rifugiati che, essendo di tipo volontario, non potrà mai superare il limite settimanale di 20 ore e che, nelle intenzioni, dovrebbe risultare utile anche a creare un clima di maggiore serenità, all’insegna dello spirito d’accoglienza e solidarietà, tra la popolazione locale nei confronti di queste persone. Come prosegue la stessa Leso, infatti, “vedere dei giovani dai 18 ai 31 anni che girano inoperosi suscita reazioni di insofferenza, questo, quindi, è un modo dignitoso di dare loro una mano, perché oltre a sentirsi utili, dimostreranno sul campo la falsità di certi pregiudizi. Inoltre la formazione che riceveranno, anche per quanto riguarda il sistema di raccolta differenziata, li aiuterà a capire meglio il nostro modo di vivere”.

Considerate le premesse, pare dunque legittimo aspettarsi a partire da lunedì prossimo una Verona ancora migliore, sempre più pulita e possibilmente comprensiva e solidale, in una parola “moderna”.

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