Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Case Ferrovieri

Si getta nell'Adige per sfuggire ai controlli della municipale

Guidava dalle parti della stazione e, alla vista della paletta, ha dato gas ed è fuggito a tutta velocità. Inseguito dalla polizia, si è tuffato nel fiume, senza però riuscire a seminare gli agenti

A volte il mestiere del poliziotto può essere davvero "emozionante", ne sanno qualcosa gli agenti che ieri hanno inseguito un sospettato in provincia. Dopo l'inseguimento a Cologna di ottobre, ecco infatti un altro caso che pare uscito direttamente da una pellicola americana. Un marocchino è stato arrestato dopo un inseguimento a tutta velocità, da via Case Ferrovieri, nei pressi di piazzale Guardini, e concluso al Boschetto imboccando a oltre 130 chilometri all'ora strade anche contromano, perfino in circonvallazione, tra via Faccio ed un tratto di lungadige Galtarossa.

FORZE COORDINATE - Un uomo alla guida di un'Alfa 156 station wagon, in fuga dopo non essersi fermato ad un normale controllo della polizia municipale nei dintorni della stazione, ha messo ieri in allerta le forze dell'ordine scaligere. E' scattato l'inseguimento mentre dalla centrale operativa della municipale si allertavano tutte le pattuglie disponibili sotto il coordinamento del vicecommissario Massimo Pennella, comandante della polizia giudiziaria. Fondamentale il supporto delle pattuglie delle volanti della questura che sono intervenute ed hanno collaborato nella caccia al fuggitivo.

GESTO ESTREMO - L'uomo, vistosi braccato, non ha esitato a gettarsi nell'Adige dopo essersi liberato del pesante giubbotto che indossava mentre era alla guida, il cui peso avrebbe rischiato di trascinarlo in fondo al fiume. La fuga è così continuata a nuoto verso la sponda opposta dell'Adige, dal maneggio del Boschetto fino alle vicinanze con le griglie dell'Amia, dove altri agenti della municipale e poliziotti delle Volanti lo aspettavano per arrestarlo. E' un marocchino, quasi certamente pregiudicato vista la sua determinazione a sfuggire alla polizia, anche se addosso non aveva documenti. Nell'auto abbandonata prima del tuffo in Adige sono state recuperate alcune banconote che gli investigatori ritengono false; la conferma si avrà dalla Banca d'Italia nelle prossime ore. E questo potrebbe essere il motivo della disperata quanto rocambolesca fuga. La vettura, che risulterebbe intestata ad un cittadino polacco residente in provincia di Varese, ad un primo riscontro non è segnalata come rubata. In auto anche una cartina con evidenziate alcune vie di Verona; comunque le indagini della municipale continuano, mentre l'immigrato intanto è accusato di resistenza a pubblico ufficiale in attesa di eventuali altre imputazioni.

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