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Cronaca

Il Piano casa? Per i geometri un flop

Poche le pratiche giunte ai Comuni a sei mesi dall'entrata in vigore della legge

Il Piano casa? Un flop. Lo pensano i professionisti veronesi: finora l’antidoto contro la crisi del settore non ha avuto effetto. È il Consiglio dei geometri a lanciare l’allarme, che ieri ha organizzato la conferenza “Piano casa, molti nodi da sciogliere”. Agli uffici tecnici dei comuni in provincia sono arrivati pochissime pratiche, un po’ meglio in città, con 66 richieste relative al Piano casa e 650 per quanto concerne il Piano interventi.

“È passato un quarto del tempo disponibile (sei mesi) da quando il Piano è entrato in vigore, ma questo non accenna a decollare” lamenta Domenico Romanelli, presidente del Collegio dei geometri. Si contesta specialmente l’applicazione a livello dei singoli Comuni, i quali hanno applicato la norma “a propria discrezione, con troppi vincoli e restrizioni – ha aggiunto Romanelli -. Se ci si muove di qualche chilometro le regole cambiano”. A palazzo Barbieri e in quelli Scaligeri, però, c’è meno preoccupazione: “Due esperti sono impegnati ogni mercoledì per spiegare i dettagli della norma a cittadini e professionisti che si presentano a chiedere delucidazioni” ha detto l’assessore comunale all’Edilizia privata Alessandro Montagna. “Il Piano casa è stato ovunque ben recepito – ha aggiunto Stefano Marcolini, assessore provinciale all’Edilizia -, soprattutto nelle zone montane, come la Lessinia, dove facilita il recupero del patrimonio edilizio tradizionale, operazione resa difficile dai vincoli di volumetria precedenti”.

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