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L'Hellas paga care le sue distrazioni e l'Inter può così passare al Bentegodi

Due clamorosi errori in fase difensiva hanno spianato la strada alla squadra di Spalletti, messa in difficoltà dai gialloblu che hanno disputato un'altra buona partita, dalla quale escono con 0 punti

L'Hellas Verona getta un'altra buona gara al vento nell'undicesima giornata di Serie A, venendo sconfitto al Bentegodi da un'Inter apparsa tutt'altro che irresistibile, ma che ha saputo capitalizzare gli errori fatti dai padroni di casa. 

Ritmi bassi nella prima frazione di gioco, con l'Inter che ha provato a fare la partita e l'Hellas Verona che ha chiuso gli spazi in attesa di ripartire, sfruttando la velocità delle sue ali. E il primo squillo della gara è arrivato così dai padroni di casa, con Romulo che al 9' si è involato sulla destra per poi servire in area Cerci, ma la sua battuta di sinistro ha trovato l'opposizione di Miranda. Dopo questa prima folata offensiva, i gialloblu hanno alzato il proprio livello di aggressività, sfruttando anche qualche incertezza degli ospiti in fase di fraseggio. La formazione di Spalletti ha così faticato a costruire occasioni con la difesa schierata, nonostante riuscisse a volte a creare la superiorità numerica sulle fasce. Al 17' allora ci ha provato Icardi, che prima è andato a recuperare la sfera nella propria metà campo e poi si è proposto al limite dell'area avversaria in transizione, il Capitano nerazzurro però ha schiacciato troppo l'assist arrivato dalla sua destra e il tutto si è risolto con un nulla di fatto. Al 27' invece Vecino ha raccolto un pallone vagante in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e ha provato il destro da dentro l'area, che è diventato facile preda di Nicolas. 
Il Verona così ha proseguito nel proprio atteggiamento, con i nerazzurri impegnati a sfondare sulle fasce, rischiando in qualche occasione di venire puniti dalla punte di Pecchia. 
Ma al 37' l'ennesima disattenzione difensiva della loro stagione, è costata il gol ai gialloblu: sul traversone di Candreva, arrivato con una ripartenza rapida, sia Caracciolo che Heurtaux sono andati a chiudere su Icardi, lasciando Borja Valero libero di insaccare alle loro spalle. 
Scossi per la rete subita, i gialloblu non sono più riusciti a dare vita ad una vera reazione, anche a causa dei numerosi passaggi sbagliati negli ultimi minuti. 

LA CRONACA E TABELLINO

La ripresa è iniziata sulla falsa riga della prima frazione, con l'Inter partita però più decisa, ma prima Icardi (47') e poi Vecino (49') hanno sparato sopra la traversa. A suonare la carica allora ci ha provato Cerci, ma la sua botta da limite è andata solamente vicina al bersaglio, con Handanovic fermo immobile. 
La manovra ospite poi è tornata a subire gli stessi problemi della prima frazione, con un giro palla lento e prevedibile, ma l'atteggiamento non sufficientemente sfrontato degli scaligeri in questa fase non ha permesso loro di approfittarne. 
Ma intorno al 55' l'arbitro Gavillucci e la Var sono diventati improvvisamente protagnisti: Handanovic, con un'uscita scellerata, ha travolto Cerci servito sul lato corto dell'area. Possibile fuorigioco o rigore netto, resta il fatto che il direttore di gara ha preferito non fischiare nulla, attendendo che la sfera uscisse due minuti dopo per consultare assistenti e filmati e concedere il solare penalty: sul dischetto si è comunque presentato il neoentrato Pazzini che, al 59', ha spiazzato l'estremo difensore interista. 
Scossa dal pareggio subito, i nerazzurri hanno subito provato a reagire, faticando però a produrre gioco e situazioni veramente pericolose. Solo su calcio d'angolo, al 62', Vecino è riuscito a produrre una conclusione veramente pericolosa, con colpo di testa che ha colto la traversa, mentre Candreva al 66' ha provato il destro da fuori, con Nicolas che in tuffo ha messo in angolo una sfera apparsa comunque destinata al fondo del campo. E proprio sul calcio bandierina, ecco il secondo errore madornale dell'undici di casa, con la squadra impegnata a coprire l'area e lontana diversi metri dal limite: una situazione che ha sfruttato Perisic, ribadendo in rete con una fucilata la corta respinta della retroguardia. 
Vanificato il pareggio, l'Hellas ha provato a gettarsi un avanti, schiacciando in alcuni frangenti l'Inter nella propria metà campo e andando vicino al nuovo aggancio con Pazzini, che al 75' non è arrivato per un soffio sul bel traversone di Fares. Gli assalti gialobllu nel finale di gara si sono poi infranti contro il muro alzato dalla squadra di Spalletti, fino al triplice fischio finale. 

Ancora una sconfitta per la formazione di Pecchia, che regge l'urto di un avversario tecnicamente superiore, riesce a metterlo in difficoltà e poi si lascia andare ad errori francamente incomprensibili per una squadra di Serie A. Entrambi i gol infatti nascono da situazioni che, normalmente, una difesa del massimo campionato italiano dovrebbe saper gestire in altro modo, ovvero un uomo "dimenticato" in area da due centrali ed il portiere (che si preoccupano solo della prima punta) e nessuna copertura al limite dell'area su un calcio d'angolo. 
Per il resto l'Hellas non avrebbe sfigurato al confronto con un avversario decisamente più quotato, che non è quasi mai riuscito a rendersi pericoloso in avanti. La squadra di Pecchia manca però ancora di quel coraggio che, in determinati frangenti della gara, è venuto a mancare, ma che le avrebbe permesso di offendere con più convinzione. 
I miglioramenti sembrano quindi esserci, ma certe distrazioni sono imperdonabili e Pecchia deve riuscire a farlo capire ai suoi giocatori. Anche perché, giornata dopo giornata, i punti in palio diminuiscono e il Verona domenica andrà a fare visita al Cagliari. 

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