Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Stadio Bentegodi

Assalto al bus: Fontana invia una lettera ad Alfano, Tosi rincara la dose e i tifosi protestano sul web

L'eurodeputato della Lega ha mandato una lettera al Ministro dell'Interno per chiedere spiegazioni sui fatti avvenuti. Tosi: "In qualsiasi città il Questore garantisce la tutela della squadra ospite"

Sembra destinata a proseguire l'ondata di polemiche iniziata con il lancio di un sasso contro il pullman dell'Hellas Verona di ritorno dalla trasferta di Roma. Atto che, come affermato dallo stesso allenatore Mandorlini, poteva avere conseguenze ben più gravi di quelle ottenute. 

Nella serata di ieri, tramite una nota diffusa, l'eurodeputato leghista Lorenzo Fontana, critica la politica italiana, rea di non aver preso ancora una posizione in merito e annuncia di aver inviato una lettera per chiedere provvedimenti in merito a questo episodio e anche a quello dell'aggressione verso i tifosi scaligeri avvenuta a Palermo:

Un agguato in piena regola quello degli ultras romanisti al pullman del Verona. 'Ma che a livello politico non sta suscitando il clamore che merita', dice Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord e vice presidente della Commissione Cultura e Sport del Parlamento europeo. Per questo ieri Fontana ha scritto al ministro Alfano: 'Perché il ministero dovrà accertare le eventuali responsabilità della questura di Roma, ma la lettera chiederà provvedimenti anche sull'aggressione di Palermo due settimane fa ai tifosi', spiega l'esponente del Carroccio. Il quale poi stigmatizza le reazioni troppo tiepide dei mass media nazionali, che trattano l'episodio (se lo trattano) derubricandolo a un 'neo di una giornata calcistica con tanti gol e spettacolo' (Bruno Longhi dixit). 'Invece l'episodio è gravissimo - sottolinea Fontana - Non è cosa frequente, infatti, che il pullman che trasporta calciatori, tecnici e dirigenti di un club professionistico venga aggredito premeditatamente. Se i sassi avessero colpito il vetro dell'autista ci sarebbe scappato il morto e il pullman sarebbe finito fuori strada. Sarebbe potuta finire in tragedia. E' il solito doppiopesismo scientifico nei riguardi di Verona. La settimana precedente di Verona-Milan, paginate, interviste esclusive, articoli sociologici, servizi pregiudiziali "a tesi" sul razzismo a Balotelli, che ovviamente non c'è stato. Non un rigo invece sui fatti di Palermo e voglia di minimizzare sull'episodio di ieri'. Ma Fontana ce l'ha soprattutto col "Palazzo" del calcio: 'Cosa hanno da dire in casi come questi i pasionari della lotta al razzismo in salsa nostrana, i Malagò o gli Abete, i novelli Martin Luther King dei tempi nostri, noti idealisti e terzomondisti dai loro dorati circoli e Palazzi dei grandi interessi? Sinora non una parola. Una loro mancata presa di posizione concreta sarebbe l'avallo implicito alla violenza'."

Di seguito la lettera dell'eurodeputato al ministro Alfano:

"Gentile Ministro, faccio seguito ad alcuni recenti episodi che hanno visto coinvolti dapprima alcuni sostenitori, in seguito alcuni tesserati della società Hellas Verona Football Club. In data 17 agosto u.s., prima dell’incontro Palermo-Hellas Verona, valido per la Coppa Italia-Tim Cup, un pullman su cui viaggiavano trentasette sostenitori della squadra scaligera è stato aggredito da numerosi facinorosi nei pressi dello stadio “Barbera”. Dai video pubblicati in rete, si desume chiaramente che – a dispetto delle ordinarie procedure in materia di sicurezza ed ordine pubblico – il mezzo non beneficiava del servizio di scorta, normalmente organizzato dagli organi competenti. Analogo episodio si registrava nella giornata di ieri, 1 settembre, quando – a margine dell’incontro As Roma-Hellas Verona, valido per la Serie A Tim – il pullman che trasportava calciatori ed altri tesserati della società ospite, veniva fatto oggetto del lancio di pietre che, infrangendo le vetrate del mezzo, causavano un potenziale pericolo mortale per l’autista e per i passeggeri stessi; in base a quanto riportato da testimoni e organi di stampa, l’agguato sarebbe avvenuto nei pressi di un cavalcavia che, sempre secondo le normali procedure, avrebbe dovuto essere presidiato. In base a quanto sopra esposto, gentile Ministro, mi permetto di richiamare la Sua attenzione sulla gravità degli episodi avvenuti e di volermi cortesemente riferire le motivazioni che le locali autorità responsabili Le hanno comunicato circa:

  • l’omessa predisposizione del servizio di scorta, per quanto riguarda il caso avvenuto a Palermo;
  • il mancato presidio del cavalcavia, per quel che concerne l’episodio avvenuto a Roma.

RingraziandoLa anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicare ai predetti casi, voglia gradire, gentile Ministro, i miei più cordiali saluti.

On. Lorenzo Fontana"

Il sindaco Flavio Tosi, dopo l'intervista rilasciata ieri ai media nazionali, puntualizza sui concetti espressi ieri e rincara la dose nei confronti del Questore di Roma:

'Nell’intervista rilasciata a la Repubblica sull’aggressione al bus che trasportava la squadra di calcio Hellas Verona, dopo aver affermato che “i responsabili dell’ordine pubblico non sono stati all’altezza della situazione”, alla domanda “sta chiedendo le dimissioni del Questore di Roma?”, ho risposto “O le sue o di chi sta sotto di lui”, alludendo ovviamente a chi operativamente era responsabile del servizio, non certo al Ministro dell’Interno che non poteva certo avere responsabilità dirette nella vicenda. La responsabilità principale di questo gesto è certamente imputabile ai delinquenti che hanno messo in atto l’aggressione, i quali non rappresentano Roma né la tifoseria della Roma; però si è verificato anche un episodio di mancata tutela. In qualsiasi città d’Italia il Questore garantisce la tutela, l’accompagnamento e il controllo del percorso sia dei tifosi che della squadra ospite. Questo a Roma non è successo e qualcuno dovrà risponderne. Non è quindi una questione di veronesi o romani, ma di atteggiamento di chi ha diretto le Forze dell’Ordine. Da quando sono Sindaco, so con quale cautela vengono prese in carico sia la squadra che le tifoserie ospiti a Verona, in modo da evitare ogni contatto e garantire la sicurezza. Evidentemente chi aveva questo incarico a Roma non l’ha svolto adeguatamente".

Intanto nel web, e in particolare sui social network, esplode la rabbia dei tifosi scaligeri. Prende sempre più piede l'idea di una tifoseria spesso presa di mira dalla Lega Calcio e dalle autorità, sia quando è giusto farlo sia quando non lo è come nel caso della maxi multa presa per il match disputato contro il Milan. Ma la domanda che più si pongono i tifosi veronesi è: "Ora che siamo noi ad essere passati dalla parte delle vittime anche gli altri avranno lo stesso trattamento?". La maggior parte della gente, a quanto possiamo leggere, non sembra disposta a credere nella parità di trattamento e i fatti delle ultime due settimane di certo non li incoraggiano. 

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