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Un'immagine degli scontri del 28 ottobre

Un'immagine degli scontri del 28 ottobre

Guerriglia in piazza Erbe, perquisizioni e 15 denunce: indagati militanti dell'estrema destra

Sono i primi risultati delle indagini della Digos scaligera sugli scontri avvenuti nel cuore di Verona la sera del 28 ottobre, in seguito ad una manifestazione non autorizzata che aveva preso il via da corso Porta Nuova

Sono scattate nelle prime ore dell'alba di martedì le perquisizioni della Digos di Verona delle abitazioni di alcuni individui ritenuti responsabili dei gravi disordini che si sono verificati il 28 ottobre in piazza Erbe

La manifestazione

Quella sera un gruppo di circa 1500 manifestanti si era radunato tra piazza Brà e corso Porta Nuova, senza alcun preavviso all’autorità di pubblica sicurezza, dando vita ad un corteo contro le restrizioni adottate dal Governo per il contenimento della pandemia di Covid-19. Le forze dell'ordine riferiscono che nel corso della manifestazione, che ha percorso poi via Roma, corso Portoni Borsari, arrivando in fine in piazza Erbe, sono stati intonati slogan contro l'attuale Esecutivo, ma soprattutto sarebbero stati accesi fumogeni e fatti esplodere diversi petardi e bombe carta.
Una volta giunti in piazza Erbe, i manifestanti avrebbero tentato di raggiungere piazza dei Signori, spintonando insistentemente il cordone di Polizia, con l'obiettivo di arrivare sotto la Prefettura. Da quel momento la manifestazione, che fino ad allora si era svolta senza particolari criticità nonostante non fosse autorizzata, sarebbe diventata il pretesto per dare vita una fase di guerriglia urbana che ha lasciato dietro di sé feriti tra le forze dell’ordine e ingenti danni ad alcuni esercizi pubblici presenti in quella piazza.

Nonostante le forze di polizia abbiano tentato più volte di far desistere i manifestanti, chi era attestato nelle prime file avrebbe tentato con violenza di sfondare lo sbarramento, mentre dalle retrovie sarebbero state lanciate sedie, tavoli, bottiglie di vetro, fumogeni, petardi, sassi e bombe carta. Violenza che si sarebbe protratta ininterrottamente per quasi tre ore, costringendo i reparti inquadrati a lanciare diversi lacrimogeni per fronteggiarla, disperdere gli aggressori e ripristinare l’ordine pubblico.
Sei operatori di polizia sono rimasti feriti nel corso degl scontri, due dei quali con prognosi superiore ai 30 giorni, mentre sono stati danneggiati gli arredi dei plateatici di due esercizi pubblici presenti in piazza Erbe, oltre alla vetrata della Farmacia Centrale. 

Le prime denunce e le indagini

Una volta conclusa la guerriglia, tra la mezzanotte e le ore 1 del 29 ottobre, la Digos scaligera ha portato in Questura 12 giovani, 2 dei quali denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, mentre gli altri sono stati sottoposti a fotosegnalamento. 
Successivamente ha preso il via l'attività di indagine coordinata dal Sostituto Procuratore di Verona, il dottor Marco Zenatelli, e la dottoressa Giulia Dal Pos della Procura per i Minorenni di Venezia, che al momento ha portato all'individuazione di 15 persone, ritenute tutte quante responsabili, a vario titolo, di: devastazione e saccheggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale aggravate, lesioni personali aggravate, lancio e utilizzo nel corso di manifestazioni pubbliche di artifizi pirotecnici e/o altri oggetti atti ad offendere e manifestazione non preavvisata.
Martedì mattina dunque, per acquisire ulteriori elementi utili all'attività investigativa, sono state eseguite una serie di perquisizioni domiciliari in città e provincia, all'esito delle quali sono stati sequestrati diversi capi di abbigliamento utilizzati nel corso della manifestazione che si è tenuta il 28 ottobre. 

Video: le immagini della Digos sugli scontri

I denunciati

Tutti residenti nel Veronese con età compresa tra i 15 e i 43 anni, tra i denunciati sono presenti sei minorenni (due dei quali attualmente divenuti maggiorenni) e anche 4 noti militanti delle compagini dell’estrema destra scaligera, alcuni dei quali con precedenti penali per reati contro la persona e per reati “da stadio”. Tra gli indagati inoltre ci sono anche due giovani veronesi nati in Brasile e in Romania, mentre i più giovani risultano completamente "sconosciuti" agli uffici di lungadige Galtarossa. 

Una volta conclusa questa prima parte dell'attività, le forze dell'ordine hanno deferito all'autorità giudiziaria, per la violazione dell’articolo 18 TULPS, anche un noto sostenitore dell’Hellas Verona classe 1962, con precedenti per lesioni personali, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono competizioni sportive, ed un titolare di un esercizio pubblico veronese, ritenuti responsabili entrambi di aver preso parte attiva alla manifestazione non autorizzata, assumendo atteggiamenti tipici e qualificanti un promotore.

Nei confronti di tutti gli indagati sono state infine elevate le sanzioni amministrative previste dalla normativa anti-Covid, per un ammontare di circa 6000 euro.
Le indagini inoltre non si fermano qui, ma proseguiranno senza sosta per individuare ulteriori responsabili dei fatti qui oggi contestati.

Dirigente Digos della Questura di Verona-2
La Dirigente Digos della Questura di Verona, dottoressa Tea Mercoli
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