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Cronaca Zai / Viale del Lavoro

Guerra in Ucraina: quasi 90mila profughi in Italia e costi aumentati per le aziende

Vinitaly devolverà 80mila euro per sostenere le iniziative della Caritas in favore del popolo ucraino. E sempre dalla fiera dei vini si alza il grido dei produttori: «Costi cresciuti del 35%»

Oggi, 11 aprile, la seconda giornata di Vinitaly si è aperta all'insegna della solidarietà per l'Ucraina, con un occhio però anche ad una delle conseguenze che il conflitto sta avendo sulla produzione di vino: l'aumento dei costi.

Il salone internazionale dei vini e dei distillati è in programma a Veronafiere fino al 13 aprile ed ha scelto di destinare tutto il ricavato delle 76 super-degustazioni e di tutte le masterclass a pagamento alle iniziative della Caritas a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina. La cifra, stimata in 80mila euro, sarà interamente devoluta in favore dell’accoglienza dei profughi e, in particolare, delle famiglie ucraine.
«Mai avremmo immaginato un'edizione di Vinitaly fuori dal tunnel della pandemia ma dentro a quello della guerra - ha commentato Maurizio Danese, presidente di Veronafiere - Uno scenario drammatico che ci interroga e che non ci lascia indifferenti. Per questo Veronafiere ha deciso di sostenere le iniziative della Caritas. Un gesto di solidarietà e di fratellanza che speriamo possa alimentare la speranza e il dialogo per un cessate il fuoco nel più breve tempo possibile».
Ed oggi è anche in programma a Vinitaly un'asta benefica dal titolo "Vini per la pace". Si terrà alle 16 all'auditorium Verdi del PalaExpo. Ad organizzarla è il Consorzio del vino Brunello di Montalcino in collaborazione con il Consorzio del vino Chianti Classico Docg e il Consorzio di tutela vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc. Il ricavato dei trenta lotti di vini d'annata, offerti dai produttori soci dei consorzi e battuti all'asta dall'amministratore di Sotheby's Italia Filippo Lotti, sarà destinato ad alcune strutture di accoglienza per i profughi ucraini gestite dalla Caritas Diocesana di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino.

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Ma gli effetti di natura umanitaria sono soltanto una parte di quelli prodotti dalla guerra in Ucraina. Alcuni effetti economici sono stati evidenziati sempre oggi al Vinitaly da Coldiretti. L'invasione russa ha generato un aumento del 35% dei costi per il vino italiano con un impatto pesante sulle aziende vitivinicole.
Gli incrementi, in termini assoluti, per le imprese del vino sono in media di 6.886 euro secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea. Le aziende vitivinicole italiane si sono così trovate a fronteggiare aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi che arrivano oggi a pesare sui bilanci per oltre un miliardo di euro. Una bottiglia di vetro costa più del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti. Ma i prezzi degli ordini cambiano ormai di settimana in settimana, rendendo peraltro impossibile una normale programmazione economica nei costi aziendali. Problemi anche per l’acquisto di macchinari, soprattutto quelli in acciaio, prevalenti nelle cantine, per i quali è diventato impossibile persino avere dei preventivi. Rincarato anche il trasporto su gomma del 25% al quale si aggiunge la preoccupante situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%.
La situazione di difficoltà si evidenzia anche dall’andamento delle vendite che per il 55% delle cantine italiane sono diminuite nel 2022, mentre per il 42% sono rimaste invariate e solo un 3% dichiara di averle aumentate. Gli effetti delle tensioni commerciali legate al conflitto si ripercuotono anche sull’export dove oltre quattro cantine su dieci (43%) affermano di aver ridotto le spedizioni.
E finora l’incremento dei costi è stato scaricato esclusivamente sulle spalle dei viticoltori, come dimostra il fatto che il prezzo del vino, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, è addirittura diminuito dell'1,2% e dello 0,4% nei primi due mesi del 2022, per poi crescere appena dello 0,5% a marzo, in netta controtendenza con i rincari di tutti gli altri prodotti alimentari.

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Ed i contraccolpi della guerra in Ucraina dureranno ancora a lungo, dato che il conflitto è ancora in corso. Sono quasi 90mila i profughi ucraini arrivati in Italia e altri ancora ne arriveranno. Anche oggi, infatti, sono attivi corridoi umanitari per far scappare i civili soprattutto dalle città del sud dell'Ucraina. Pare che stia iniziando una "resa dei conti" tra russi e ucraini per la regione contesa del Donbass.

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