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Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Non si placa la guerra in Ucraina e Verona scende ancora in piazza per la pace

Mentre i due Paesi continuano a darsi battaglia e arriva la notizia di un possibile incontro, si levano le proteste da tutto il mondo contro l'aggressione da parte di Mosca. Una nuova manifestazione ha avuto luogo anche in piazza Brà nella mattinata di domenica

La guerra scoppiata in Ucraina in seguito all'invasione della Russia va avanti. Pesanti i combattimenti a Kiev, mentre l'esercito di Putin avrebbe preso Kharkiv all'alba di domenica, che però sarebbe tornata sotto le truppe di Zelensky. Nel frattempo l'Europa e il resto del mondo continua a pianificare pesanti sanzioni contro la Federazione Russa, dalla chiusura degli spazi aerei (già annunciata dall'Italia) alla possibile esclusione degli aggressori dal sistema Swift. Intanto i due Governi starebbero cercando un punto di ritrovo per avviare i negoziati, ma la proposta di Putin di un incontro in Bielorussia è stata bocciata da Zelensky: «Pronti a dialogare in Paesi che non ci attaccano», ma poco prima delle 14 dal Cremlino è giunta la notizia che una delegazione sarebbe in viaggio verso Gomel. 

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Le proteste contro l'operato di Mosca nel frattempo hanno continuato ad espandersi senza risparmiare il mondo dello sport e attivando le piccole realtà locali costituite da cittadini ucraini, che possono contare sulla solidarietà di una buona parte della cittadinanza. 
Verona non fa eccezione e, dopo quella di sabato, altre proteste si sono verificate nella mattinata di domenica in piazza Brà. Il sit-in che ha richiamato in piazza centinaia di persone il 27 febbraio è stato promosso dall’Associazione Malve di Ucraina: tante le bandiere azzurre e gialle sventolate da cittadini di origine ucraina e non solo. A loro infatti si sono aggiunti veronesi e persone provenienti da altre città, che hanno mostrato con slogan e cartelli contro Putin, e anche Papà del Gnoco, che ha espresso solidarietà da parte del Bacanal. 
Canti per celebrare la «gloria all’Ucraina e la gloria agli eroi» sono stati intonati, così come sono state ascoltate testimonianze su quanto sta accadendo a Kiev e in altre città ucraine, dove vivono familiari e amici di chi aveva già scelto l'Italia per ricominciare: una comunità che a Verona conta circa 600 persone. 

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