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Cronaca Zai / Viale del Lavoro

Ucraina, flash mob di Coldiretti al Vinitaly: «Brindiamo col vino della pace»

Le imprenditrici vitivinicole hanno inviato il loro messaggio contro la guerra. Un conflitto che va procede con attacchi russi sempre più martellanti su Mariupol

Su tre bottiglie di vino estere bevute in Russia una è italiana. Anche per questo le donne delle cantine sono scese in piazza per la pace, con un flash mob tutto in rosa per chiedere a Putin di cessare le ostilità. L’iniziativa è della Coldiretti e si è svolta durante il Vinitaly. Le imprenditrici vitivinicole, in rappresentanza di tutte le regioni, si sono date appuntamento a Casa Coldiretti nella fiera di Verona per mandare un messaggio contro la guerra in Ucraina. Tutte hanno indossato magliette rosa e sui loro cartelli hanno scritto messaggi come: "Il vino unisce non divide", "Brindiamo col vino della pace", "I colori del vino: i colori della pace" e "Putin, facciamo la pace". E rosa è anche il prodotto simbolo della manifestazione, il vino rosato nelle più diverse varietà territoriali.

Coldiretti ha sottolineato che l'Italia è il primo fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa il 31%, davanti a Francia, Georgia e Spagna. A Mosca sono finite nel 2021 ben 78,3 milioni di bottiglie, di cui 32 milioni di spumante. Il vino più gettonato nel Paese di Putin è il prosecco con 14 milioni di bottiglie ma piace molto anche l'Asti spumante.
Un trend che viene ora messo a rischio dagli effetti della guerra in Ucraina. Le sanzioni contro Putin, le tensioni sul commercio internazionale e la svalutazione del rublo legate al conflitto stanno ostacolando le vendite di vino italiano, con difficoltà nei pagamenti persino per gli ordini già effettuati. Alcune spedizioni sono state interrotte, mentre un certo numero di operatori ha ridotto il periodo di differimento dei pagamenti o l'ha annullato del tutto.
Senza dimenticare il blocco delle esportazioni dei beni di lusso varato dall’Unione Europea per colpire gli oligarchi russi. Le misure hanno preso di mira le vendite di bottiglie sopra il valore di 300 euro ad articolo andando a colpire una selezione ristretta di vini italiani, come ad esempio alcune bottiglie di sassicaia, barolo, amarone e brunello di Montalcino.

La guerra rischia dunque di interrompere un mercato di riferimento importante per le cantine italiane. «Il senso di responsabilità e di solidarietà appartiene da sempre al mondo delle donne ed in particolar modo degli agricoltori. In un momento difficile come questo, senza precedenti, dove ognuno di noi deve cercare di dare il proprio contributo alla popolazione ucraina - ha affermato la responsabile di Coldiretti Donne Impresa Chiara Bortolas - ci sembra opportuno smuovere le coscienze anche attraverso azioni simboliche come un flash mob per denunciare le brutalità dei conflitti e per gridare in nostro no alla guerra. Inoltre come donne e imprenditrici agricole, non possiamo non immedesimarci nel dolore delle tante madri costrette a fuggire dalle proprie case e che oggi si trovano a dover abbandonare i propri compagni per portare in salvo i loro figli. A tutta la popolazione dell'Ucraina va il nostro più sentito sostegno».

QUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA GUERRA IN UCRAIA A CURA DI TODAY.IT

Gli attacchi della Russia all'Ucraina, però, non cessano. Sono state prese di mira le infrastrutture delle regioni di Kharkiv e Zaporizhzhia, ma la città che è maggiormente nel mirino è Mariupol.

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