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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Borgo Roma / Via Tombetta

Guerra in Ucraina, gruppo veronese Fedrigoni a supporto di Medici Senza Frontiere

L'azienda aiuterà l'organizzazione nella cura agli ucraini rimasti nel loro Paese durante l'invasione russa e a quelli che sono scappati oltre confine

Fedrigoni sostiene Medici Senza Frontiere (Msf) per l'Ucraina. L'azienda veronese fornirà supporto all'organizzazione medico-umanitaria per progetti sul territorio e nei Paesi confinanti. Tra le iniziative promosse: accoglienza ai rifugiati in Polonia e una casa a Verona per le famiglie in fuga dalla guerra.

La drammatica emergenza umanitaria determinata dalla guerra in Ucraina ha messo in moto tantissimi progetti di solidarietà. Ed anche il Gruppo Fedrigoni è sceso in campo per i cittadini ucraini, sia quelli ancora in patria sotto i bombardamenti sia quelli che sono riusciti a fuggire e ora si trovano sfollati oltre confine.
Per dare il proprio contributo, Fedrigoni ha scelto di sostenere Medici Senza Frontiere, con l'obiettivo di garantire forniture mediche d'emergenza agli ospedali ucraini e formazione al personale delle strutture sanitarie sulla gestione di afflussi di massa di feriti. Msf finora ha inviato oltre 200 tonnellate di materiale medico tra kit chirurgici, traumatologici e farmaci per malattie croniche. L'organizzazione ha inoltre adibito un treno a clinica d’urgenza. Treno che finora ha trasferito oltre 200 pazienti dalle zone di conflitto ai principali ospedali lontani dalla linea del fronte. Infine, attraverso Msf si porterà sostegno alla popolazione in fuga nei Paesi confinanti, con la distribuzione di sacchi a pelo, vestiti caldi e tende per affrontare le temperature più rigide e le attività di cliniche mobili per la salute di base e mentale.

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Altri interventi a favore dei profughi hanno invece visto la mobilitazione di alcune sedi Fedrigoni in Polonia e in Italia. In Polonia, prima meta delle centinaia di migliaia di persone che sono riuscite ad attraversare il confine, Fedrigoni ha una sede e un centro di taglio e i dipendenti in loco si sono attivati per accogliere gli ucraini in fuga, raccogliendo fondi e valutando, dove possibile, eventuali inserimenti al lavoro. In Italia, in particolare a Verona, famiglie ucraine hanno trovato ospitalità in locali di pertinenza dell’azienda.

«In un momento tanto delicato per il mondo intero - ha affermato Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni - abbiamo voluto aggiungere alla mobilitazione di tanti il nostro concreto contributo, sperando di portare un po' di sollievo alla popolazione ucraina colpita duramente».

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Sul fronte bellico, la Russia ha per il momento annullato l'assalto all'acciaieria Azovstal nella città assediata di Mariupol. Proprio per Mariupol, l'Ucraina ha chiesto una sessione speciale di negoziati, mentre i negoziati per la pace sono sempre bloccati. Mosca infatti non retrocede sulle richieste di annessione della Crimea allo Federazione Russa e di indipendenza delle repubbliche del Donbass (Donetsk e Lugansk).

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