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Cronaca

Per la pace in Ucraina «nessun colloquio in programma». Richiesta "tregua di Pasqua"

Movimenti pacifisti e nonviolenti di Italia, Russia e Ucraina hanno lanciato un messaggio congiunto per fermare un conflitto che attualmente mostra il suo volto peggiore a Mariupol dove anche bambini muoiono di fame e sete

Cinquantesimo giorno di guerra in Ucraina e da Mosca fanno sapere che «nessun colloquio di pace è in programma». Ciò significa che il conflitto andrà avanti anche nei prossimi giorni. Giorni in cui si festeggeranno prima la Pasqua dei cattolici (17 aprile) e poi quella degli ortodossi (24 aprile). E proprio per rispettare questa importante ricorrenza cristiana si è alzata in Italia, in Ucraina ed anche in Russia la richiesta, almeno, di una tregua.

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Anche oggi, 14 aprile, bombe russe sono cadute sul territorio ucraino. Sotto tiro la città di Kharkiv, per permettere all'esercito russo di riposizionarsi più a Sud e concentrare le forze per un attacco nella regione contesa del Donbass. Ma l'agenzia d'informazione russa Tass ha diffuso oggi la notizia anche di un attacco ucraino in Bryansk, regione russa al confine con l'Ucraina. Le truppe di Kiev starebbero dunque contrattaccando, portando la guerra anche sul suolo nemico. Nel frattempo, però, in Ucraina si soffre, in particolare a Mariupol, dove i corridoi umanitari per l'evacuazione dei civili non funzionano e muoiono di fame e di sete anche i bambini.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA DEI NONVIOLENTI DI ITALIA, RUSSIA E UCRAINA

Di fronte a questa guerra. E di fronte ad ogni guerra, perché «ogni guerra è sacrilega», perché «non esiste guerra giusta» e perché «la guerra è il più grande crimine contro l’umanità», tre associazioni hanno voluto mandare un unico messaggio, scrivendolo in ucraino, russo, italiano e inglese. Un messaggio firmato da Yurii Sheliazhenko dell'Ukrainian Pacifist Movement, da Elena Popova del Russian Conscientious Objectors Movement e dal veronese Mao Valpiana del Movimento Nonviolento italiano. I rappresentanti di questi tre movimenti pacifisti e nonviolenti hanno voluto ricordare che l'obiezione di coscienza e la resistenza nonviolenta sono le "armi" che possono segnare una svolta in questa guerra.
I nonviolenti hanno voluto anche sostenere la proposta di una "tregua di Pasqua" avanzata da Papa Francesco perché la guerra, di aggressione e di difesa, sta distruggendo città e annientando vite, sta rendendo incerto il futuro, sta indebolendo l'Europa, sta spaccando l’opinione pubblica e sta impoverendo i popoli e arricchendo le industrie belliche.

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