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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Sommacampagna

Viaggio in tir da Verona a Leopoli per 22 bancali di aiuti donati al popolo ucraino

All'autista, il sindaco Sboarina ha donato una bandiera dell'Italia. «Tanti veronesi, alla spicciolata e a qualsiasi ora, vengono al Quadrante Europa a donare materiale, cibo e acqua»

Dovevano partire sabato scorso, 12 marzo, diretti a Leopoli dal Quadrante Europa. Sono gli aiuti per il popolo ucraino, raccolti e smistati nel centro della protezione civile di Verona. Al loro posto partì un tir carico di materiale sanitario ed il sindaco di Verona lanciò un appello per continuare a donare, in particolare bottiglie d'acqua. Appello che è stato accolto e così questo pomeriggio sono diventati 22 i bancali di beni, tutti contrassegnati dalla bandiera italiana, che saranno trasportati direttamente nella zona di guerra. Centinaia di tonnellate di prodotti sono stati caricati su un tir giunto apposta dall'Ucraina e viaggeranno per tre giorni prima di arrivare a destinazione. Sono alimenti a lunga conservazione, pannolini per bambini e anziani, prodotti per l’igiene e per la prima infanzia. E tantissima acqua, come richiesto dal primo cittadino.

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(Sboarina durante il carico di aiuti sul tir diretto a Leopoli)

È in pieno fermento l'attività della protezione civile al Quadrante Europa, sito che su richiesta dell'ambasciata ucraina è diventato hub nazionale di riferimento per il Nord Italia per la raccolta e lo stoccaggio degli aiuti. I volontari sono impegnati a smistare il materiale che continua ad arrivare da ogni città. Materiale che viene catalogato e imballato in vista delle spedizioni.
Ci sono già altri 30 bancali pronti per raggiungere le zone di confine dell'Ucraina e i corridoi umanitari, seguendo le indicazioni dell'ambasciata Ucraina, del Ministero degli Affari Esteri e dei cooperanti internazionali.

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(Sboarina con i bancali di aiuti per l'Ucraina)

Questo pomeriggio, alla partenza del tir dal Quadrante Europa, erano presenti il sindaco Sboarina, il comandante della polizia locale Luigi Altamura e per la protezione civile Davide Perazzoli, i quali hanno donato all'autista ucraino Vasil Polyansky la bandiera italiana come segno di vicinanza e supporto in questo difficile momento.

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(Il tir diretto in Ucraina)

«È partito da Verona il primo tir richiesto dall'ambasciata ucraina e il consolato generale - ha affermato il sindaco Federico Sboarina - Abbiamo caricato davvero tante tonnellate di quel materiale arrivato nei magazzini della protezione civile, frutto della generosità di Verona, dei comuni della provincia e del Nord Italia. I bancali andranno direttamente nel cuore dell'Ucraina, a Leopoli, una delle città oggi più martoriate dalla guerra, per aiutare le tante persone in difficoltà. Altri tir partiranno prossimamente e devo ringraziare i tanti veronesi che, alla spicciolata e a qualsiasi ora, vengono al Quadrante Europa a donare materiale, cibo e acqua».

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(Sboarina con l'autista ucraino)

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E non solo a Verona, ma in tutto il Veneto la macchina del sostegno al popolo ucraina funziona a pieno ritmo, come dichiarato dal presidente della Regione Luca Zaia, il quale è tornato ad invocare la pace tra russi e ucraini. Una pace che però non sembra vicina, dopo ormai tre settimane di conflitto. Le trattative tra le delegazioni dei due paesi non mostrano sostanziali passi in avanti, mentre la lista delle accuse di crimini di guerra rivolta da Kiev a Mosca si fa sempre più lunga.

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