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Ucraina: corridoi umanitari dopo bombe ed esplosioni. Zelensky: «Putin vuole guerra mondiale»

A tredici giorni dall'inizio dell'invasione non si vede ancora la fine del conflitto ed aumenta il numero de profughi verso cui si indirizza la solidarietà di veneti e veronesi

Alle 8 (ora italiana) di questa mattina, 8 marzo, è iniziato il cessate il fuoco in Ucraina per permettere ai civili di attraversare i corridoi umanitari allestiti attorno alle città attaccate dall'esercito russo. È il tredicesimo giorno di una guerra di cui ancora non si vede la fine. Anzi, per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky questo conflitto sarà la miccia per una nuova guerra mondiale. Anche se l'avanzata dell'esercito russo sembra rallentare, rimane terribile la devastazione degli attacchi. La scorsa notte, le bombe sono cadute su Sumy, provocando morti tra la popolazione civile; esplosioni si sono sentite anche a Odessa ed i cittadini di Mariupol hanno raggiunto il limite massimo di sopportazione per l'assedio russo.

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Dal Veneto e da Verona si continuano a seguire le vicende ucraine con grande attenzione e con grandi dimostrazioni di solidarietà. Per l'emergenza Ucraina, il presidente della Regione Luca Zaia ha attivato un'unità di crisi che in questi giorni è concentrata soprattutto sull'organizzazione dell'accoglienza dei profughi. Profughi verso cui vengono indirizzate le donazioni dei veronesi. In ogni territorio si allestiscono punti di raccolta di beni di prima necessità. E questa mattina, i responsabili del punto di raccolta nel municipio di Oppeano hanno fatto sapere di aver ricevuto sufficienti quantitativi di vestiario. «Ora le necessità sono: medicinali, alimenti, detersivi, acqua, scarpe, coperte, tende e materassi», hanno aggiunto.

foto di gruppo GARDA remata solidale garda-2

Ed insieme agli aiuti concreti ci sono anche le iniziative di vicinanza simbolica al popolo ucraino. Domenica scorsa, 6 marzo, un gruppo di dieci rematrici di Bardolino, Cassone, Garda e Peschiera del Garda hanno formato tre equipaggi, due bisse e una vip 750, per partecipare alla Jtwia On The Water, una sfilata in barca per sostenere la ricerca universitaria sul cancro e per dire "no" alla guerra in Ucraina. Dieci i chilometri percorsi in mezzo al Lago di Garda, partendo dal centro nautico di Bardolino e arrivando fino a Punta San Vigilio a Garda e ritorno. Tutte le ragazze indossavano le maglie dell'evento ed il loro acquisto ha contribuito a finanziare la raccolta fondi per la ricerca. Ma sulle maglie è stata impressa anche la scritta "No war".

Contro la guerra, da sempre, anche il veronese Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento, il quale continua a intervenire predicando «la via del diritto, della cooperazione, delle alleanze con le vittime, della riduzione delle armi, dell'istituzione dei Corpi Civili di Pace per affrontare i conflitti prima che diventino guerre e della polizia internazionale per fermare chi si pone fuori dal contesto legale dell'Onu». Ed ha aggiunto: «In Ucraina e in Russia oggi noi siamo dalla parte dei militari disertori, renitenti alla leva, obiettori di coscienza. I giovani russi e ucraini che rifiutano la chiamata alle armi, che sfidano la legge marziale e i tribunali militari, sono la speranza per il domani. Dobbiamo sostenere i fuggiaschi dalle guerre, aiutare e accogliere i profughi che fuggono dai loro paesi in guerra e cercano riparo e pace».

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