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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Borgo Milano / Corso Milano

Donazioni e offerte di alloggi e lavoro, la generosità del Veneto per gli ucraini

In poche ore, nel conto corrente creato dalla Regione sono stati raccolti 15mila euro. Tanti cittadini offrono seconde o terze case come sistemazione per i rifugiati e si moltiplicano le raccolte di materiale da inviare in Ucraina

«A poche ore dall'attivazione del conto corrente di solidarietà per i profughi ucraini, la grande generosità dei veneti si sta già palesando: abbiamo già ricevuto un centinaio di versamenti per un ammontare di circa 15mila euro». Lo riferisce il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dopo l'attivazione del conto corrente sul quale hanno iniziato a confluire le prime donazioni dei cittadini per il popolo ucraino. Il conto è intestato a Regione del Veneto, la causale per le donazioni deve essere Sostegno Emergenza Ucraina, l'Iban è IT65G0200802017000106358023, bic/swift UNCRITM1VF2. «Sono gesti di grande significato - ha aggiunto Zaia - perché i primi a muoversi sono sempre i cittadini comuni, le famiglie e gli anziani che magari possono mettere 5 o 10 euro della loro pensione. A loro e a quelli che seguiranno va tutta la nostra gratitudine. Sono peraltro certo che anche entità economiche e imprenditoriali significative aderiranno, perché in questo senso ho ricevuto tante e importanti disponibilità ad aiutare, nei modi più svariati».

Ma i veneti stanno manifestando la loro solidarietà al popolo ucraino offrendo ospitalità e lavoro. «Sono le centinaia di offerte di ospitalità e lavoro manifestate da famiglie, imprese, organizzazioni turistiche come Federalberghi e il circuito termale - ha spiegato il presidente della Regione - Grazie a tutti coloro che hanno già fatto gesti di solidarietà e a quelli che ci stanno pensando. Io stesso personalmente, così come la nostra protezione civile, abbiamo ricevuto plurimi contatti e offerte, anche di abitazioni, seconde case, case per vacanze. Credo sia ora necessario dare vita a un coordinamento tra tutte le forze in campo: enti locali, prefetture, organizzazioni benefiche per velocizzare e organizzare la concretizzazione di tutta questa solidarietà».

Ed i veronesi stanno partecipando numerosi anche al raccolte di medicinali e beni di prima necessità che vengono organizzate nel territorio e poi spedite in Ucraina. Nel capoluogo si segnalano punti di raccolta nei Mix Market di Corso Milano e Piazza Cittadella-Via Adigetto ed anche in Via Guglielmo Bravo. A San Bonifacio, un punto di raccolta è in Via Trento. Ed anche le amministrazioni comunali si stanno adoperando. Il 5 e 6 marzo, dalle 9 alle 18, nella sala consiliare di Fumane si raccoglieranno donazioni materiali per l'Ucraina. Ed anche Oppeano ha messo a disposizione il proprio municipio fino all'11 marzo per raccogliere materiale. Le maggiori necessità sono quelle di vestiario invernale, medicinali (bende, garze e cerotti, acqua ossigenata e disinfettanti, antidolorifici e antinfiammatori, antibiotici), alimenti a lunga conservazione e con lunga scadenza, attrezzature da campeggio e giocattoli in buono stato.

Infine, per i profughi ucraini che sono arrivati in Veneto si è già attivata la macchina sanitaria regionale. «Alla serata di ieri, ai vari punti tampone, si erano presentate 211 persone, delle quali 56 sono un folto gruppo di bambini arrivati a Rubano - ha concluso Zaia - Tra queste persone sono stati trovati 10 positivi al Covid e sono scattate tutte le misure previste dai protocolli con l’isolamento, come nel caso delle 13 persone ospitate nella struttura di Valdobbiadene. In molti casi, peraltro, si tratta di profughi in famiglia per ricongiungimenti o in strutture messe a disposizione di associazioni».

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