rotate-mobile
Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca Castelnuovo del Garda / Via Galileo Galilei

Covid e Ucraina. «Di emergenza in emergenza protezione civile sempre disponibile»

I volontari veronesi fanno la spola per accompagnare i profughi ucraini nei centri di accoglienza e non fanno mancare il loro contributo negli hub vaccinali

Sostegno all'accoglienza dei profughi ucraini ed alle attività di contrasto al coronavirus. La protezione civile di Verona è impegnata sulle criticità in corso sul territorio. Almeno fino al 31 marzo, rimane in vigore lo stato di emergenza per il Covid-19. E ad esso si affianca quello per la guerra in Ucraina. Come i volontari della protezione civile scaligera stanno affrontando questi due contemporanei problemi è stato illustrato ieri, 14 marzo, al magazzino distrettuale di Castelnuovo del Garda, durante la prima consulta del 2022.

Sono intervenuti il consigliere provinciale con delega alla protezione civile Michele Taioli ed il responsabile dell'unità operativa della Provincia di Verona Armando Lorenzini.
Anche con il coordinamento del dirigente della Provincia Carlo Poli, l'unità operativa è impegnata per accogliere i profughi del conflitto in Ucraina. Lorenzini ha spiegato che, da venerdì scorso, 20 volontari di diversi gruppi veronesi trasportano gli ucraini arrivati alla stazione di Verona Porta Nuova all'hub di accoglienza di Isola della Scala, fornendo anche alcuni beni di prima necessità. Inoltre, dai gruppi di protezione civile vengono garantite la presenza di due volontari 24 ore su 24 all'interno della struttura e una prima assistenza attraverso la Croce Rossa. La protezione civile ha poi installato all'esterno dell’hub isolano una sala operativa mobile per la registrazione degli arrivi, gestita da un funzionario della Provincia e dagli scout di diversi gruppi veronesi Agesci.
Sull'emergenza Covid-19, invece, ad oggi circa 20 volontari al giorno offrono servizio nei centri vaccinali ancora attivi in città e in provincia. Nel pieno della pandemia, gli iscritti alla protezione civile attivi negli stessi centri erano circa 100 ogni giorno.

Sempre durante la riunione di ieri sera, il presidente della Consulta di Protezione Civile Luigi Boni ha espresso la volontà di presentare le dimissioni dopo diversi mandati. Nelle prossime settimane verranno avviate le procedure per le nuove elezioni.

«Di emergenza in emergenza i volontari non hanno mai fatto venir meno la loro grande disponibilità - ha sottolineato il Consigliere Taioli - Due sono gli aspetti che rendono straordinari questi uomini e queste donne: la competenza e l’umanità con cui prestano servizio. Così chi arriva in fuga dalla guerra può sentirsi davvero una persona e non soltanto un numero da gestire».
«La Provincia si è messa a disposizione del prefetto Donato Cafagna e del vicecommissario della Regione Veneto per l'emergenza Nicola Dell'Acqua per l’attività di coordinamento tra i Comuni - ha concluso il presidente della Provincia Manuel Scalzotto - Abbiamo perciò già convocato e svolto due incontri con tutti i 98 sindaci veronesi per affrontare e risolvere gli aspetti pratici e burocratici degli arrivi e della prima accoglienza».

Arrivi che, alle 9 di questa mattina, sono diventati 3.900 in tutto il Veneto, come riferito dal presidente della Regione Luca Zaia. Ieri sono stati effettuati 877 tamponi per un totale di tamponi eseguiti su cittadini ucraini da inizio emergenza pari a 5.760 (tasso di positività pari al 2,27%). Il tampone è obbligatorio, ma agli sfollati viene anche offerta la vaccinazione anti-Covid e il numero di vaccinazioni somministrate è salito a 632.
Zaia ha inoltre annunciato che nuovi centri di accoglienza regionali saranno attivati. Dopo quelli di Noale, Valdobbiadene e Isola della Scala, saranno in funzione per chi scappa dalla guerra i centri all'ex-ospedale di Monselice, ad Asiago e a Malcesine.
Ma l'accoglienza è offerta anche da privati cittadini. I veneti che hanno dato disponibilità ad offrire alloggio sono 3.957 per un’offerta complessiva di 8.100 posti letto. Inoltre sono saliti a 2.373 i versamenti al conto corrente che la Regione Veneto ha attivato per raccogliere fondi per l'emergenza Ucraina. Conto che è arrivato a contenere 412.967,54 euro. I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente intestato a Regione del Veneto, causale: sostegno emergenza ucraina, Iban IT65G0200802017000106358023 - Bic/swift UNCRITM1VF2. Per chi invece volesse comunicare la propria disponibilità ad ospitare profughi, il numero verde da contattare è 800-990009.

Gli aggiornamenti in diretta sul conflitto in Ucraina a cura della redazione di Today.it

Tra Ucraina e Russia vanno intanto avanti i negoziati per far tacere le armi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ammesso che il Paese non può entrare nella Nato, venendo incontro ad una delle richieste russe per la fine delle ostilità. Ostilità che purtroppo non fanno vittime solo tra i militari. E tra i civili uccisi ci sono altri giornalisti, come il video-reporter irlandese Pierre Zakrzewski e l'ucraina Alexandra Kuvshinova.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid e Ucraina. «Di emergenza in emergenza protezione civile sempre disponibile»

VeronaSera è in caricamento