La Guardia di Finanza nella sede di Volkswagen a Verona. Esulta il Codacons

I Finanzieri hanno dato il via alla perquisizione della sede scaligera del gruppo automobilistico tedesco su disposizione della Procura, che ipotizza il reato di frode in commercio e truffa

Hanno preso il via le perquisizioni della Guardia di Finanza di Verona presso la sede scaligera della Volkswagen Group, su disposizione della Procura veronese, che ipotizza il reato di frode in commercio e truffa. Sul registro degli indagati sarebbero già stati annotati alcuni nomi, relativi a a "figure apicali del management" dell'azienda. 
Nell'ambito delle indagini relative alla manipolazione dei dati delle emissioni diesel di alcuni modelli dei veicoli, risultano indagati: il presidente Luca De Meo, l’amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio, ed altri quattro dirigenti del gruppo automobilistico. 

Chi esulta per questa svolta della vicenda è il Codacons: "E’ stata accolta in pieno la nostra istanza – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Solo pochi giorni fa avevamo chiesto di disporre perquisizioni a tappeto nelle sedi italiane di Volkswagen e presso le abitazioni private di dipendenti e manager, allo scopo di acquisire documentazione circa lo scandalo delle emissioni falsificate, al pari di quanto disposto dalla magistratura tedesca. La nostra ipotesi era proprio quella di una possibile frode in commercio a danno dei consumatori, per la quale ci siamo rivolti alla magistratura e all’Antitrust. Se dalle indagini della Procura di Verona dovessero emergere illeciti, si rafforzerebbe ancor di più la class action avviata dal Codacons dinanzi al Tribunale di Venezia, che al momento registra la pre-adesione di oltre 12.000 automobilisti".

Stando a quanto riportato, le perquisizioni dei Finanzieri sono state estese anche alla sede del gruppo Lamborghini a Bologna, in quanto quest'ultimo fa sempre parte del gruppo automobilistico tedesco. 

LE PAROLE DEL SINDACO TOSI

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