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Un arresto da parte della Guardia di Finanza

Un arresto da parte della Guardia di Finanza

Aveva il monopolio dello spaccio nella Bassa, banda bloccata dalla GdF

Gli spacciatori operavano nei territori comunali di Isola Rizza, Bovolone, Oppeano, Roverchiara, San Pietro di Morubio e Cologna Veneta. Dodici persone deferite, sei gli arrestati

La guardia di finanza di Verona ha arrestato sei cittadini come disposto dal giudice per le indagini preliminari di Verona Luciano Gorra, ma in totale sono dodici gli uomini, sette italiani e cinque marocchini, deferiti per le ipotesi di reato di traffico, spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
I sei arrestati sono i principali soggetti coinvolti nell'indagine, quattro di loro, di nazionalità marocchina, sono stati portati in carcere mentre due italiani, residenti nel Veronese, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
Per le Fiamme Gialle veronesi è stata disarticolata una vera e propria compagine criminale operante nei comuni della Bassa con spacciatori che avrebbero avuto addirittura il monopolio nei territori comunali di Isola Rizza, Bovolone, Oppeano, Roverchiara, San Pietro di Morubio e Cologna Veneta.

Le indagini sono state avviate sotto la direzione del sostituto procurato Alberto Sergi e sono state portate avanti dai finanzieri della compagnia di Legnago, i quali avrebbero scoperto un vasto spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.
All'inizio delle indagini, sarebbe stato notato solamente il comportamento di alcuni spacciatori che si incontravano con i clienti in zone isolate di Isola Rizza. Ad insospettire le Fiamme Gialle sono stati l'utilizzo da parte degli spacciatori di automezzi intestati ad altri, l'orario serale o notturno degli incontri e le zone di campagna e appartate dove sarebbe avvenuto lo smercio degli stupefacenti.
Per individuare gli spacciatori e la loro clientela sono state utilizzate le riprese video dei sistemi di videosorveglianza dei Comuni interessati, intercettazioni telefoniche ed ambientali e l'analisi dei tabulati telefonici. E sarebbero state ricostruire cessioni di stupefacenti per circa un chilo di cocaina al mese, un giro d’affari illecito stimato in almeno centomila euro mensili.

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Nel corso delle venti perquisizioni personali e locali sono stati posti sotto sequestro oltre centotrenta grammi di stupefacenti, banconote per oltre novemilaquattrocento euro, sedici telefoni cellulari, due pc portatili, otto carte di credito e tre bilancini di precisione.
Sequestrate inoltre tre pistole soft air modificate e una carabina ad aria compressa modificata, tre armi da taglio, un taser elettrico e duecentocinquanta munizioni detenute illegalmente presso l'abitazione di uno dei destinatari dei provvedimenti.

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Le attività investigative avrebbero accertato la presenza di almeno centoventi clienti, tutti veronesi e con diversi impieghi, dai dipendenti pubblici e privati fino ai liberi professionisti. E, d'intesa con la Prefettura, questi consumatori sono stati segnalati con l'intento di avviarli ad appositi corsi di recupero dalla tossicodipendenza.

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