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Pfas. Greenpeace: "Le popolazioni esposte possono considerarsi a rischio"

Come i composti chimici pericolosi entrano nel nostro organismo. Questo l'argomento di un rapporto che tratta quattro casi mondiali, tra cui quello del Veneto

Greenpeace Italia ha pubblicato oggi un rapporto che identifica quattro aree del mondo nelle quali la produzione di composti chimici pericolosi come i PFC (famiglia di cui fanno parte le Pfas) ha generato un inquinamento diffuso nell’ambiente, inclusa la contaminazione delle falde di acqua potabile.  

Il nome del rapporto è "Come i PFC entrano nel nostro corpo" ed esamina i casi avvenuti nell'Ohio-West Virginia (Usa), in Olanda, in Cina e in Veneto. L'area interessata dalla contaminazione nel nostro territorio si estende per circa 150 chilometri quadrati e ricade nelle provincie di Vicenza, Padova e Verona: le persone potenzialmente esposte alla contaminazione sono tra le 350 e le 400 mila.

Niente di nuovo per chi ha seguito la vicenda delle Pfas in Veneto, che comunque, secondo il registro tumori regionale, pare non abbia causato un aumento di tumori maligni nella zona esposta. La contaminazione però c'è stata, per Greenpeace, come dimostrano i risultati preliminari del monitoraggio biologico che ha coinvolto 600 cittadini dei comuni toccati dall'emergenza Pfas. "La contaminazione minaccia seriamente le popolazioni esposte - spiega Giuseppe Ungherese, della campagna inquinamento di Greenpeace Italia - Stiamo chiedendo alle aziende dell’abbigliamento outdoor, uno dei settori che impiega queste sostanze, di eliminarle dalla produzione entro il 2020. Alcuni marchi lo stanno già facendo perché le alternative sono già disponibili sul mercato. In Italia, l’impegno del Consorzio Italiano Detox, nato a Prato, mostra che è possibile intraprendere fin da subito un percorso trasparente e credibile".  

"Da un punto di vista medico, le popolazioni esposte a Pfas possono considerarsi a rischio - ha commentato il dottor Vincenzo Cordiano, ematologo e referente per il Veneto dell'associazione medici per l’ambiente - Concentrazioni elevate preoccupano gli scienziati: l’esposizione ad alcune di queste sostanze è stata associata a gravi effetti sulla salute, inclusi tumori al rene e ai testicoli. I PFC sono sostanze che non esistono in natura e una volta rilasciate nell’ambiente si degradano lentamente, rendendo la contaminazione quasi irreversibile, ed entrano nella catena alimentare. Proprio per questo, più di 200 scienziati di 38 Paesi hanno firmato la Dichiarazione di Madrid che chiede l’eliminazione dei PFC da tutti i beni di consumo".

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