Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Green pass esteso, o obbligo vaccinale? Il prossimo decreto del governo e le dure parole di Mattarella

Il presidente della Repubblica è stato chiaro: «Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quell’invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione di Vinitaly nel 2016 - immagine d'archivio

Quella che inizia oggi, lunedì 6 settembre, potrebbe essere l'ennesima settimana di svolta per quanto riguarda la normativa emergenziale anti Covid-19. Al centro della discussione politica sul piano nazionale vi sono sostanzialmente due prospettive: la prima è l'estensione della sfera di utilizzo del green pass anche all'ambito lavorativo, restando da chiarire nel dettaglio in quali settori. Dopo l'obbligo per il personale scolastico, per i passeggeri sui mezzi di trasporto pubblico e per gli studenti universitari introdotto l'1 settembre e dopo quello riservato a quasi tutte le attività ricreative e "sociali" (cinema, teatri, etc.), il prossimo passaggio potrebbe infatti essere quello di introdurre l'obbligatorietà del green pass per i lavoratori del settore ristorazione, così come per tutta la pubblica amministrazione. Si ipotizza anche l'introduzione dell'obbligo del green pass per i dipendenti nelle mense, mentre resta da capire che tipo di riflessioni saranno fatte nell'ambito delle aziende private.

A tagliare la testa al famigerato toro, tuttavia, potrebbe essere la seconda prospettiva sulla quale oramai il dibattito politico è piuttosto avanzato in Italia, ovvero l'introduzione dell'obbligo vaccinale stricto sensu. Il green pass da molti, sia favorevoli che contrari alla vaccinazione anti Covid, viene percepito come una sorta di "obbligo vaccinale mascherato". L'ipotesi che si arrivi invece di qui alle prossime settimane, se non addirittura nei prossimi giorni, ad una legge costituzionalmente valida che istituisca l'obbligo della vaccinazione anti Covid per tutta la popolazione vaccinabile, oppure per alcune fasce di essa, pare oggi più che mai tutt'altro che peregrina. Anche di questo si parlerà verosimilmente già questo giovedì nella cabina di regia di governo che sarà decisiva per fissare i punti dell'annunciato prossimo decreto che l'esecutivo si appresta a varare in vista dell'autunno, con all'orizzonte la ripresa a pieno ritmo delle attività scolastiche e di quelle produttive.

Nel frattempo, dopo l'apertura nemmeno poi troppo velata all'introduzione dell'obbligo vaccinale da parte del premier Mario Draghi, sono arrivate nelle scorse ore le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, nonché quelle del Capo dello Stato, il presidente Sergio Mattarella. Il ministro, secondo quanto riportato dall'Ansa, ha spiegato a chiare lettere che «o si rafforza ancora la campagna vaccinale, o si è costretti a immaginare che a un certo punto bisognerà usare misure del passato», ovvero la vaccinazione obbligatoria. L'obiettivo conclamato è quello di «evitare nuove privazioni di libertà», ovvero nuove chiusure di attività, sociali e produttive, nuove restrizioni alla libertà di spostamento e tutta quella congerie di limitazioni che hanno condizionato la vita degli italiani negli scorsi mesi. 

 Di "libertà" ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente a Pavia per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo locale che celebrava il 660° anniversario. Il Capo dello Stato ha usato parole molto ferme e decise che sono suonate come un rimprovero a quanti invocano proprio il suddetto concetto di "libertà" per giustificare la scelta di sottrrarsi al vaccino, definendo al contrrario la vaccinazione contro Covid un «dovere morale e civico». Il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato che i vaccini sono «lo strumento che, in grande velocità, la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus, e sta consentendo di superarne le conseguenze non soltanto sulla salute, ma anche economiche e sociali». Tutto questo, ha poi aggiunto Mattarella, «richiama nel nostro Paese, come in tutti, al senso di responsabilità comune, che ciascuno deve avvertire».

Proprio sulla scorta di questo senso di responsabilità comune, il Capo dello Stato ha quindi affondato il colpo verso lo scetticismo vaccinale che si alimenta al grido "libertà, libertà" nelle varie piazze italiane che protestano contro il green pass: «Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, - ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - perché quell’invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi - naturalmente con l’eccezione di coloro che non possono farlo per motivi di salute - e comunque di svolgere una vita normale, frequentando luoghi condivisi, di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita», ha concluso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

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