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Grandine a Verona: l'elenco dei danni. Auto, coltivazioni, disagi al traffico e feriti

Veicoli massacrati da pezzi ghiaccio grossi come palle da tennis, vetrate andate in frantumi e raccolti in larga parte perduti. Il primo bilancio della perturbazione che ieri ha attraversato la provincia scaligera sembra un vero e proprio bollettino di guerra

Auto danneggiate, coltivazioni compromesse e disagi nei centri abitati, con anche qualche ferito: la grandinata che ieri si abbattuta sulla provincia veronese intorno alle 17:30 ha lasciato il segno nella memoria dei cittadini e, in molti casi, lo lascerà anche nel portafogli.

Non si contano i casi di automobili ammaccate dai chicchi, scesi grossi come prugne e anche di più in alcune zone, che spesso sono addirittura riusciti a sfondare i cristalli dei veicoli. Il traffico poi ha subito pesanti rallentamenti in alcune zone, con la gente che cercava riparo per salvare se stessa e il proprio mezzo. Anche gli edifici sono stati messi a dura prova: in diversi casi infatti dovranno essere valutate le condizioni dei tetti, messi a dura prova dal bombardamento di pezzi di ghiaccio, mentre in via Marconi i Pompieri sono dovuti intervenire per rimuovere i pezzi della vetrata d'entrata di due condomini andata in frantumi. Persino alcuni mezzi dei vigili del fuoco hanno subito seri danni. 

In città poi tre persone hanno dovuto ricorre alle cure mediche del 118. Trasportate la pronto soccorso dell'ospedale di Borgo Trento, sono state costrette al ricovero a causa delle ferite lacero-contuse causate da questa piaga biblica. 

Come sempre accade in questi casi, a subire i maggiori danni in termini economici sono stati i contadini. Il conto ovviamente è solo all'inizio, ma in alcune zone si parla già del 50 % dei raccolti andato perduto. A Nogara e Castagnaro ne hanno fatto le spese le colture di broccoli, frumento, peri, soia e meli. La perturbazione poi si è spostata più a nord e, dopo aver attraversato il centro, ha raggiunto le zone di Avesa e Quinzano, procedendo poi in direzione di Grezzana, Tregnago e val d'Illasi. Ad essere bersagliati in questo caso sono stati principalmente peschi, albicocchi, vigneti e olivi. Le prime stime fatte nel comune di Grezzana parlano addirittura di un 50 % dei raccolti di uva e ciliegie andato perduto. Il sindaco Mauro Fiorentini invita i contadini a invocare lo stato di calamità naturale per far fronte alle spese che nasceranno dai danni provocati. 

Ad Azzago e Romagnano poi è stata registrata una durata anche maggiore delle precipitazioni, che hanno martoriato la zona provocando anche in questo caso ingenti danni, colpendo anche serre e capannoni.

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