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Cronaca Centro storico / Piazza Bra

L'annuncio del Comune: la città ucraina di Kharkiv avrà un governo in esilio con base operativa a Verona

Le consigliere comunali giunte sabato in città sono state convocate nella Capitale per costituire un governo ucraino in esilio che avrà la sua base operativa a Verona: «Siamo orgogliosi che l’Ambasciata abbia pensato alla nostra città», ha spiegato il sindaco Federico Sboarina

Da Verona a Roma per «costituire un "governo" ucraino in esilio». Il gruppo delle consigliere comunali di Kharkiv, arrivato in città sabato sera, sarebbe stato «chiamato d’urgenza dall’Ambasciata, che ha sede nella capitale, per avviare un tavolo di lavoro con i politici in fuga dalla guerra e per gestire gli aiuti assieme alla Fao-Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura». Lo riferisce quest'oggi, lunedì 14 marzo, una nota del Comune di Verona. 

In base a quanto si apprende, la delegazione di amministratrici, arrivate in Italia assieme ai figli, è ripartita quindi alla volta di Roma, dove il nuovo gruppo di lavoro avrebbe sede. Secondo ciò che riferisce palazzo Barbieri, è stata l’Ambasciata ad organizzare il trasporto in tutta velocità e a chiedere che «Verona diventi centro operativo per il nuovo "governo"». La città scaligera sarebbe dunque chiamata ad essere «punto di prima accoglienza per l'eventuale arrivo di nuovi amministratori ucraini».

L’amministrazione comunale aveva già individuato alcuni appartamenti dove le donne con i loro bimbi avrebbero potuto rimanere, ma la telefonata ha avuto la «priorità assoluta» per le consigliere comunali, in fuga dalla guerra e «desiderose di aiutare il loro Paese anche da fuori confine». A capo del gruppo Olena Sereda, dello staff del sindaco di Kharkiv. A fare da collante la vicepresidente dell'associazione "Malve di Ucraina", Marina Sorina, "ambasciatrice" della prima richiesta di aiuto. La scorsa settimana, infatti, a Kharkiv, il sindaco e la vicesindaca, intuendo l'imminente bombardamento della città, avevano spedito una delegazione di amministratrici donne, con al seguito i propri figli, verso Leopoli. Da lì il gruppo avrebbe dovuto coordinare gli aiuti verso la loro città. Ma il piano era naufragato perché, una volta giunto a Leopoli, il gruppo non era risultato comunque essere al sicuro. Il mezzo si era quindi rimesso in viaggio e, durante la fuga, era iniziato il tam tam di telefonate per cercare ospitalità. Ad offrirgliela è stato quindi il sindaco di Verona Federico Sboarina, il quale aveva prontamente garantito l'accoglienza al gruppo.

Arrivata nel capoluogo scaligero alle ore 21.30 di sabato 12 marzo, la delegazione si era sottoposta a tampone antigenico per poi essere trasportata a destinazione. Alcune donne erano all’Ostello Santa Chiara con i ragazzi più grandi, una mamma con due bimbi piccoli in un albergo. L’appello lanciato dal primo cittadino di Verona, affinché amministratori e consiglieri pubblici garantissero, laddove possibile, ospitalità ai colleghi in arrivo dall’Ucraina, si rinnoverà, specifica la nota di palazzo Barbieri, nel caso arrivassero altre rappresentanze istituzionali.

«Abbiamo accolto la delegazione e garantito tutto il supporto di cui aveva bisogno, - ha detto quest'oggi il sindaco veronese Federico Sboarina - ma ora le consigliere comunali sono state chiamate ad un incarico fondamentale. Siamo orgogliosi che l’Ambasciata abbia pensato alla nostra città, prima come hub nazionale per la raccolta dei beni di prima necessità da inviare in Ucraina e ora come centro operativo di questo nuovo "governo" che dall'Italia lavora per il popolo ucraino. Verona - ha dunque concluso il sindaco Sboarina - è chiamata ad una missione ancor più importante. Siamo disponibili a garantire il nostro supporto affinché arrivino nelle città colpite dalla guerra più aiuti possibili. E allo stesso tempo per dare ai profughi in fuga, a maggior ragione se amministratori pubblici, un porto sicuro». 

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