menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Ipotesi Italia zona arancione

Ipotesi Italia zona arancione

Pandemia, l'ora delle scelte di Draghi: zona arancione in tutto il Paese o lockdown mirati?

Il 25 febbraio scade il blocco agli spostamenti tra Regioni ed il 5 marzo il Dpcm, quali le scelte del governo appoggiato da quasi tutti i partiti? Unica certezza: non sarà un "liberi tutti"

Con un indice Rt pari a 0,81, l'incidenza di casi positivi nell'ultima settimana pari a 93,97 su 100 mila abitanti, nessuna allerta segnalata ed una classificazione complessiva di rischio "bassa", la Regione Veneto si è saldamente mantenuta in zona gialla anche all'esito del monitoraggio di ieri, venerdì 19 febbraio, da parte della Cabina di Regia. Le cose però potrebbero presto cambiare a livello nazionale, essendo infatti in scadenza il 5 marzo l'ultimo Dpcm firmato dall'ex premier Giuseppe Conte e, ancora prima, ad essere agli sgoccioli è anzitutto il divieto di spostamento tra Regioni diverse, a prescindere dal loro colore, vigente fino al prossimo giovedì, cioè il 25 febbraio.

Verso la proroga del divieto di spostamenti tra Regioni

In merito a quest'ultimo punto, le indicazioni da parte del Cts, con gli scienziati molto preoccupati dalla necessità di contenere la diffusione delle varianti del virus (in particolare quella brasiliana e sudafricana essendo quella inglese ormai destinata a divenire prevalente in Italia), dovrebbero in modo quasi scontato orientare il nuovo governo Draghi a stabilire un'ulteriore proroga che allinei il divieto di spostamento tra Regioni alla data appunto del 5 marzo. Su quanto accadrà dopo si aprono però molti interrogativi, ma non mancano già oggi numerose indiscrezioni circa quella che potrebbe essere la linea d'azione del nuovo esecutivo. Una cosa è abbastanza certa, nonostante l'obiettivo dichiarato del governo Draghi sia la ripartenza economica del Paese e nonostate nella compagine dei ministri vi siano anche esponenti di forze "aperturiste", dal punto di vista della gestione della pandemia non si va affatto verso un "liberi tutti".

Lockdown chirurgici o zona arancione in tutto il Paese?

Nel monitoraggio dell'epidemia in Italia presentato ieri, l'Istituto superiore di sanità ha mandato chiari segnali di preoccupazione, evidenziando come «un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica». Nelle loro conclusioni, inoltre, gli scienziati dell'Iss spiegavano quanto segue:

«Si ribadisce, anche alla luce della conferma della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità. Analogamente a quanto avviene in altri paesi europei, si raccomanda il rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale». 

Insomma, il nuovo governo Draghi è assai difficile a fronte di questo tipo di raccomandazioni possa ignorarle e, dunque, tutto lascia pensare che come primo vero atto in chiave di gestione della pandemia, dopo l'intempestiva chiusura degli impianti sciistici, il nuovo esecutivo proroghi il blocco della mobilità tra Regioni. Ma non solo, poiché almeno un'altra potrebbe essere la novità principale nell'azione del governo Draghi: agire «su tutto il territorio nazionale», esattamente come chiesto dagli esperti dell'Iss, fissando per un periodo più o meno lungo, c'è chi ipotizza un mese, la "zona arancione" in tutta Italia.

Resta però da capire se questo possa valere solo nei weekend cercando di scongiurare gli assembramenti nei festivi, oppure per l'appunto qualsiasi giorno della settimana. Si tratterebbe eventualmente di una linea d'intervento in contrasto con l'idea dei micro-lockdown chirurgici dove si presentino le varianti del virus (brasiliana e sudafricana in primis) che pure era stata ventilata quale ipotesi per la nuova strategia di governo. Con la "zona arancione" tornerebbero ad essere limitati gli spostamenti tra Comuni diversi, oltre al fatto che dovrebbero richiudere bar e ristoranti costretti al solo servizio d'asporto e domicilio.

Il presidente della Conferenza delle Regioni: «Rivedere il sistema delle zone»

Quella di intervenire con nuove misure valide sull'intero territorio nazionale era stata nelle scorse ore una proposta nemmeno troppo velata, giunta dal presidente della Conferenza delle Regioni, nonché dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che a SkyTg24 aveva dichiarato: «Il sistema delle fasce ha avuto una sua validità, ma ho l’impressione che, con l’arrivo delle varianti, vada fatta una valutazione diversa. Quando si richiama il lockdown viene in mente qualcosa che non è percorribile, il lockdown che ci fu lo scorso anno teneva chiuso tutto nel Paese. Io mi interrogo solo se questo tema delle fasce colorate, alla luce delle varianti che stanno cominciando a circolare e a far peggiorare, quasi in tutto il territorio nazionale, i parametri, non abbia qualche pecca».

Per lo stesso presidente Stefano Bonaccini, dunque, andrebbe fatta «una riflessione perché questo sistema a colori ha avuto un senso in questi mesi, ma credo che oggi dimostri qualche fragilità. Questo poiché il rischio è un saliscendi che non dà certezze per il futuro a chi è in difficoltà». Entrando più nel dettaglio, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva concluso invitando il governo a valutare «se valga la pena fare qualche settimana di restrizioni omogenee, cercando anche di andare a rivedere le regole, ad esempio per bar e ristoranti sempre più penalizzati. L’importante è parlare e trovare assieme le risposte migliori». 

Il niet di Matteo Salvini: «Intervenire nelle zone a rischio in modo circoscritto»

Decisamente di parere avverso si è invece detto il leader della Lega Matteo Salvini, il quale in una breve nota di queste ore ha apertamente sconfessato l'idea di una zona arancione estesa a tutto il Paese: «Zona arancione in tutta Italia? Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, - ha dichiarato Matteo Salvini - se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l’intero Paese. Il diritto alla salute viene prima di tutto e rispettiamo le indicazioni della comunità scientifica, non le anticipazioni a mezzo stampa di lockdown ingiustificati e generalizzati».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Politica

Da Verona parte la crociata contro Sanremo, Castagna: «È diventato Sodoma e Gomorra?»

Attualità

L'ospedale di Negrar si aggiunge ai centri di vaccinazione anti-Covid

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento