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Sferra un pugno all'anziano di 72 anni che muore sull'asfalto

Accusa di "eccesso di legittima difesa" per il commercialista milanese che mentre era in vacanza ai lidi ferraresi era entrato in discussione con un pensionato di San Martino Buon Albergo

Una lite condominiale sfociata prima in un diverbio acceso e poi in una tragedia. Quel giorno, il 29 agosto 2010, un commercialista milanese, Abele Marco Asinari, avrebbe colpito con un pugno Giuseppe Laganà, pensionato 72enne veronese, causandone la morte. Questo, almeno, secondo l'accusa, che l'ha prima indagato per omicidio preterintenzionale (ovvero morte intervenuto in seguito ad un'azione violenta) e poi l'ha trascinato in Tribunale per "eccesso colposo di legittima difesa".

Ieri il professionista lombardo si è dovuto difendere in aula, raccontando la sua versione dei fatti. "Legittima difesa" sarebbe stata, appunto, la sua linea. Teatro della vicenda è stato il lido di Pomposa, nota località turistica del Ferrarese, dove entrambi i protagonisti erano in villeggiatura. La scintilla invece sarebbe scattata per un presunto atto vandalico perpetrato dall'anziano, residente a San Martino Buon Albergo, con un punteruolo sulla macchina del commercialista. Un gesto che rimandava alla discussione accesa che i due avevano avuto la mattina durante una riunione di condominio. La reazione improvvisa del turista milanese avrebbe così "cagionato" la morte del pensionato, che da 30 anni passava il periodo estivo in quel lido.

A costituirsi parte civile, come riportano i quotidiani locali, è stata la moglie Wanda che, assieme ai famigliari, non vuole credere alla ricostruzione di Asinari. Secondo gli avvocati della difesa, infatti, l'uomo avrebbe reagito solo dopo che il 72enne si era scagliato su di lui con alcuni pugni e dopo averne danneggiato la macchina. Nella precedente udienza alcuni turisti tedeschi erano stati chiamati a testimoniare e avrebbero confermato le ipotesi: il veronese avrebbe tentato di colpire il commercialista ricevendone un pugno in faccia che l'aveva mandato a terra, sbattendo violentemente la testa. "Dovevo intervenire. E reagirei allo stesso modo" avrebbe ammesso, in aula a Ferrara, il commercialista milanese.

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