Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Palazzo Barbieri in prima linea contro la tratta di esseri umani

In occasione della Giornata Europea, indetta per domani, l'amministrazione veronese ricorda le sue iniziative per combattere lo sfruttamento sessuale e lavorativo, da sempre una delle priorità delle forze dell'ordine

Domani, giovedì 18 ottobre, si celebra la “Giornata europea contro la tratta di esseri umani”, istituita dalla Commissione Europea con l’intento di favorire una maggiore sensibilizzazione su questa grave violazione dei diritti umani. In occasione della giornata contro la tratta, nelle città capoluogo del Veneto partirà una campagna di sensibilizzazione e informazione, per far conoscere il Numero Verde Antitratta 800 290290, uno strumento efficace per la segnalazione, che offre anche un servizio di consulenza multi professionale sulle situazioni di sfruttamento che vengono individuate a livello locale.

“Anche il Comune di Verona, in stretta collaborazione con le altre città del Veneto –spiega l’assessore ai Servizi sociali Anna Leso- è impegnato ormai da diversi anni in progetti specifici volti a garantire i diritti e la protezione delle vittime della tratta e a promuovere il contrasto delle organizzazioni criminali, in rete con le forze dell’ordine e l'autorità giudiziaria. In particolare il Progetto Sirio, attivo dal 1998, promuove azioni che facilitano l’emersione del fenomeno e la prima assistenza, con interventi di protezione sociale e sostegno alle vittime, per favorirne l’inclusione sociale e il reingresso in percorsi di legalità. Importante il costante monitoraggio del fenomeno a livello cittadino –continua l’assessore Leso- frutto del lavoro sinergico di rete tra l’ufficio accoglienza dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune, i Servizi sanitari territoriali (ULSS 20 – Consultorio Familiare; Centro di Prevenzione e Reinserimento; ULSS 21 – Ufficio Piani e Programmi; Coordinamento degli Assistenti Sociali; ULSS 22 – Servizio Stranieri) e gli altri partner del progetto: la Comunità dei Giovani, la cooperativa Azalea, il Centro di Ascolto della Caritas Diocesana, l’Associazione Papa Giovanni XXIII”.

Questi, in sintesi, i dati relativi alle vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale e lavorativo, in carico ai Servizi sociali del Comune di Verona da gennaio a settembre di quest’anno: 30 persone (20 donne e 10 uomini) accolte in programmi di protezione sociale in seguito a denuncia alle Forze dell’ordine, 14 delle quali hanno concluso positivamente il programma di inserimento socio lavorativo e di autonomia abitativa. Per quanto riguarda la tipologia di sfruttamento, 20 sono vittime di sfruttamento sessuale, 5 di sfruttamento lavorativo, 5 delle economie illegali. La mappa delle provenienze delle vittime della tratta vede un’alta percentuale dalla Nigeria e dall’area magrebina e, a seguire, da Romania, Tunisia, Cina e Moldavia. “Inoltre è sempre operativa un’unità di strada –conclude l’assessore Leso- per la prevenzione sanitaria, il primo contatto e la segnalazione, così come sono coinvolte alcune strutture di accoglienza, per la messa in protezione della vittima, la prima assistenza e l’attivazione di percorsi di inclusione sociale. Continuano ad essere attivati, infine, programmi di assistenza individualizzati, con interventi socio-educativi, di alfabetizzazione e mediazione linguistico-culturale, assistenza legale ed inserimento socio-lavorativo”.  

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