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Cronaca Borgo Roma / Piazzale Ludovico Antonio Scuro

Monitoraggio Gimbe: il Veneto resta zona bianca, ma occupazione terapie intensive raggiunge soglia del 10%

Crescono i ricoveri negli ospedali in Veneto dove aumenta in modo consistente anche il tasso di incidenza dei casi positivi ogni 100 mila abitanti

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana dal 24 al 30 novembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento a livello nazionale di nuovi casi (86.412 contro 69.060) e un aumento dei decessi (498 contro 437). Crescono anche i casi attualmente positivi (194.270 contro 154.510), le persone in isolamento domiciliare (188.360 contro 149.353), i ricoveri con sintomi (5.227 contro 4.597) e le terapie intensive (683 contro 560). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 498 (+14%), di cui 14 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +123 (+22%)
  • Ricoverati con sintomi: +630 (+13,7%)
  • Isolamento domiciliare: +39.007 (+26,1%)
  • Nuovi casi: 86.412 (+25,1%)
  • Casi attualmente positivi: +39.760 (+25,7%)

Trend nuovi casi Gimbe - 2 dicembre 2021-2

Trend nuovi casi Gimbe - 2 dicembre 2021
Trend casi ricoveri Gimbe - 2 dicembre 2021-2
Trend casi ricoveri Gimbe - 2 dicembre 2021

Casi positivi in aumento: Verona provicia veneta meno colpita

«Da sei settimane consecutive - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare a livello nazionale i nuovi casi settimanali (+25,1%) con una media mobile a 7 giorni più che quintuplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 12.345 il 30 novembre». L’aumentata circolazione virale è documentata dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 17,1%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 7,2%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,38%). 

Secondo i dati del monitoraggio di Fondazione Gimbe, in tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 3,2% di Abruzzo e Umbria al 39% delle Marche. In 98 Province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e in 16 Regioni tutte le Province superano tale soglia: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Per quanto riguarda la nostra Regione, la provincia con più casi ogni 100.000 abitanti è quella di Treviso che ne conta 342, mentre la provincia di Verona è per il momento quella che ne presenta di meno, ovvero 184 casi positivi settimanali ogni 100.000 abitanti.

Casi ogni 100 mila abitanti province del Veneto - Gimbe - 2 dicembre 2021-2

Casi ogni 100 mila abitanti province del Veneto - Gimbe - 2 dicembre 2021

Crescono i ricoveri in Italia

«Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +13,7% in area medica e +22% in terapia intensiva». A livello nazionale, al 30 novembre, il tasso di occupazione è del 9% in area medica e dell’8% in area critica, con notevoli differenze regionali: la soglia del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica risultano entrambe superate nella Provincia Autonoma di Bolzano (rispettivamente 20% per l’area medica e 11% per l’area critica) e in Friuli-Venezia Giulia (rispettivamente 23% per l’area medica e 14% per l’area critica); inoltre, in area medica si colloca sopra soglia la Valle D’Aosta (21%), mentre per l’area critica superano la soglia Lazio (10,3%) e Umbria (13%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare: la media mobile a 7 giorni è passata da 48 ingressi/die della settimana precedente a 56».

La situazione in Veneto

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali in Veneto, come in parte già visto, i dati di Agenas riportati da Fondazione Gimbe indicano il raggiungimento nei reparti di terapia intensiva della soglia del 10% di occupazione di posti letto Covid. Per quanto riguarda l'area medica, invece, la nostra Regione si presenta ancora distante dal limite del 15%, avendo un tasso di occupazione pari all'8%. Pertanto, all'esito del monitoraggio del ministero della Salute e dell'Iss previsto domani, venerdì 3 dicembre, non sono all'orizzonte variazioni cromatiche per il Veneto: anche da lunedì 6 dicembre 2021 si può affermare con buona certezza il Veneto resterà in zona bianca. Tuttavia, va ricordato che proprio da lunedì saranno vigenti le nuove norme dell'ultimo decreto-legge Covid anche in area bianca, con l'applicazione delle disposizioni su certificato verde base e super green pass fino al 15 gennaio 2022.  

Di certo, come ricordato dal governatore Zaia questa mattina, la situazione della nostra Regione «non lascia dormire sonni tranquilli», a fronte di un peggioramento dei dati che appare comunque costante. Per il passaggio in zona gialla di una Regione è previsto che siano superate contemporaneamente le soglie del 10% in intensiva, del 15% in area medica e dei 50 casi settimanali ogni 100.000 abitanti. Per il passaggio in arancione è invece previsto che l'occupazione dei posti letto Covid sia almeno al 21% nelle terapie intensive ed al 31% in area medica, con un'incidenza settimanale ogni 100.000 abitanti superiore ai 150 casi.

RIcoveri Gimbe - 2 dicembre 2021-2

RIcoveri Gimbe - 2 dicembre 2021

La zona arancione come quella bianca grazie al super green pass: va tutto bene?

Sta di fatto che, ad ogni modo, sotto il profilo delle restrizioni, in sostanza per chi si sia vaccinato o sia guarito da Covid, fino alla zona arancione con l'impiego del super green pass non vi sarebbe alcuna sensibile differenza rispetto al vivere in zona bianca. A cambiare, soprattutto in zona arancione, sarebbe casomai la vita di chi ancora non si è sottoposto alla vaccinazione e, dunque, non ha diritto al certificato verde rafforzato. L'attuale normativa, infatti, prevede che con una Regione eventualmente in zona arancione e tassi di occupazione dei posti letto negli ospedali oltre il 20% e 30%, inevitabile stress per il personale sanitario elevato, contrazione delle prestazioni sanitarie non indifferebili e tanti altri guai già visti, in sostanza si viva, grazie al super green pass, la vita della zona bianca anche in zona arancione.

Nel quadro di un certamente difficile equilibrio da trovare tra tutela dell'economia e della salute dei cittadini, vi è da sperare di non trovarsi prima o poi nuovamente con alcuna Regione in zona arancione, poiché, forse, a quel punto, il sospetto è che diverebbe meno facilmente aggirabile anche la necessità di porsi qualche quesito circa l'eticità del nuovo quadro normativo disegnato dal governo Draghi in questa fase. Di certo farebbe un poco di stranezza assistere a vacanze natalizie in zona arancione con libertà pressoché totale per i possessori di super green pass e, al contempo, un livello di stress negli ospedali che, con il 20% e 30% di tassi di occupazione dei posti letto solamente dedicati a pazienti Covid, già risulterebbe molto pesante. Ma di questo, eventualmente, dovrebbero essere di certo infermieri, personale medico ed in generale tutti i lavoratori della sanità a rendersene conto e, eventualmente, chiederne conto. 

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