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I giardini di Riva San Lorenzo intitolati a Oriana Fallaci a 10 anni dalla morte

Nell'anniversario della sua morte, Verona ricorda la giornalista e scrittrice italiana scomparsa nel 2006: "Un personaggio che ha segnato la storia del giornalismo italiano" ha sottolineato l’assessore Bozza

Si è svolta questa mattina, 15 settembre, in occasione del decennale della scomparsa, la cerimonia di intitolazione dei giardini di Riva San Lorenzo alla giornalista e scrittrice italiana Oriana Fallaci.
Presenti alla cerimonia il Sindaco Flavio Tosi, gli assessori ai Servizi demografici Alberto Bozza, alla Pianificazione urbanistica Gian Arnaldo Caleffi, all’Istruzione Alberto Benetti, ai Lavori pubblici Edoardo Lana, la presidente della 1ª Circoscrizione Daniela Drudi e padre Bruno Tonolli della chiesa di San Tomio.
“A dieci anni esatti dalla sua morte, Verona vuole ricordare Oriana Fallaci dedicando alla sua memoria questo luogo incantevole della città – ha detto il Sindaco Tosi .- Una giornalista ed una scrittrice di cui tutti riconoscono le doti di coraggio, coerenza, lucidità e lungimiranza, oltre che la straordinaria capacità letteraria”.
Un personaggio che ha segnato la storia del giornalismo italiano – ha sottolineato l’assessore Bozza, ricordando le interviste della Fallaci ai potenti della terra e gli anni in cui era corrispondente di guerra per il Corriere della Sera – ma anche una grande scrittrice, con bestseller tradotti in più di trenta Paesi”.
Durante la cerimonia è stata data lettura al breve ringraziamento che Edoardo Perazzi, nipote ed erede universale di Oriana Fallaci, ha inviato al Sindaco e alla Giunta per il prestigioso riconoscimento. Ecco le sue parole: 

Desidero ringraziare la città di Verona ed in particolare il Sindaco Flavio Tosi, l’ Assessore Alberto Benetti e tutta la Giunta, per l’onore che ha deciso di tributare a mia zia Oriana Fallaci.

Credo che ricordare Oriana dedicandole un giardino sia un gesto commovente ed assai indovinato. Oriana amava tantissimo i giardini e le piante: nei suoi libri si trovano molto spesso metafore in cui utilizza l’albero, sempre con estrema dolcezza, per spiegare concetti fondamentali. Una di queste viene da una lecture presentata all’università di Buenos Aires:

“Sono uno scrittore. E quando lo scrittore guarda un albero senza le foglie, diciamo d’ inverno, egli non vede soltanto un albero senza le foglie. Vede le foglie che quell’albero avrà in primavera e i fiori che sbocceranno tra quelle foglie, e – se è fortunato – vede le radici che l’ albero nasconde nel suolo. Esattamente ciò che vede quando osserva una persona, una società o un Paese e – come un rabdomante – percepisce ciò che quella persona è, ciò che quella società vuole, ciò che quel Paese diventerà.”

Sono felice che la memoria di Oriana sia preservata in un meraviglioso giardino lungo il fiume, tra due ponti vicini, in una zona della città che ricorda Firenze: ad Oriana sarebbe sicuramente piaciuto tantissimo passeggiarci!

CHI ERA ORIANA FALLACI

Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice e giornalista italiana.
Prima di quattro sorelle, fin da giovanissima fu coinvolta dal padre, convinto antifascista, nella resistenza con compiti di vedetta. Unitasi alle Brigate Giustizia e Libertà (formazioni partigiane del Partito d'Azione), visse in prima persona i drammi della guerra.
Come giornalista, dopo l'esordio al Mattino dell'Italia centrale, collaborò ai settimanali Epoca e L'Europeo. Memorabili le interviste a importanti personalità della politica e i resoconti di avvenimenti internazionali. Approdata al Corriere della Sera, divenne inviato speciale e poi corrispondente di guerra: dal 1967 in Vietnam, poi nella guerra Indo-Pakistana, in Sud America, in Medio Oriente.
Come scrittrice, nel 1975 pubblicò il suo primo bestseller «Lettera a un bambino mai nato». Quattro anni dopo, nel 1979, «Un uomo», dedicato al suo compagno Alekos Panagulis, eroe della lotta contro la dittatura dei colonnelli in Grecia.
Trasferitasi a New York negli ultimi anni della sua vita, ruppe un lunghissimo silenzio editoriale con «La rabbia e l'orgoglio» (2001), nato da un lunghissimo articolo scritto per il Corriere della Sera poco dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti.
I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta paesi; nel 2005 il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi ha insignito Oriana Fallaci con la medaglia d’oro quale “benemerita della cultura”. Fra i riconoscimenti va segnalata la laurea ad honorem in letteratura ricevuta dal Columbia College of Chicago.
Da tempo sofferente di un male incurabile Oriana Fallaci è scomparsa a Firenze all'età di 77 anni il 15 settembre 2006.

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