Cronaca Borgo Venezia / Corso Venezia

Ancora guai giudiziari per la coppia Giacino-Lodi: nuova richiesta di rinvio a giudizio

L'accusa del pm è di "tentata concussione in concorso", mentre i fatti contestati risalirebbero sempre al 2011 in relazione a un progetto di riqualificazione dell'area dell'ex Tiberghien

L'ex vicesindaco di Verona Vito Giacino con a rispettiva moglie Alessandra Lodi in una foto di repertorio

Si torna a parlare dell'ex vicesindaco di Verona Vito Giacino e della relativa consorte Alessandra Lodi, questa volta per un caso di presunta "tentata concussione in concorso". A chiedere il nuovo rinvio a giudizio per entrambi, stando a quanto riportato dal quotidiano L'Arena, è stato il pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti, secondo il quale i due sarebbero coinvolti, insieme peraltro anche al presidente dell'ordine degli Architetti, in una storia di tangenti che riguarderebbe il progetto di riqualificazione dell'area dell'ex Tiberghien presentato da un immmobiliarista

In buona sostanza, secondo il teorema accusatorio del pm, la coppia Giacino-Lodi avrebbe fatto pressioni sull'imprenditore chiedendo che versasse dei soldi (50 mila euro), minacciandolo che in caso contrario la variante urbanistica al Piano degli interventi necessaria per la realizzazione del progetto non sarebbe stata approvata. L'imprenditore rifiutò, ma secondo il pm vi sarebbe stato anche un altro episodio di "tentata concussione", vale a dire la successiva richiesta di 80 mila euro per togliere il vincolo di archeologia industriale vigente sull'area dell'ex Tiberghien.

I fatti contestati risalirebbero tutti al 2011 e ora, unitamente al presidente dell'Ordine degli Architetti, la coppia Giacino-Lodi, già coinvolta in un'inchiesta per mazzette denunciate in passato da un altro imprenditore (Leardini), dovrà difendersi nuovamente in tribunale durante l'udienza preliminare che si terrà il prossimo 17 aprile.

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