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Inserviente del Catullo, la figlia assisterà al funerale

Si è risolta in maniera positiva la vicenda della morte dell'inservinete ghanese che lavorava all'aeroporto Catullo, il 67enne Edward Kojo Akanor

Si è risolta in maniera positiva la vicenda della morte dell'inservinete ghanese che lavorava all'aeroporto Catullo, il 67enne Edward Kojo Akanor.

Lo scorso 25 aprile l'uomo era deceduto e alla figlia Matilda era stato negato il visto per venire a Verona ai funerali del padre. Il diniego dell'ambasciata italiana ad Accra era stato motivato dal fatto che la donna, che ha una madre paralitica, non avrebbe avuto mezzi economici sufficienti, nonostante i colleghi del padre si fossero attivati con una colletta, anche per pagare i funerali, previsti il 26 maggio e poi rinviati.


La Prefettura di Verona oggi ha comunicato che l'ambasciata italiana ha concesso il visto di espatrio alla figlia che così nelle prossime ore potrà partire per l'Italia e arrivare nella città veneta dove saranno celebrati i funerali. Il presidente dell'aeroporto 'Catullo', Paolo Arena, e il prefetto di Verona Perla Stancari si erano interessati nei giorni scorsi del caso. Ogni mese Akanor, in Italia dal 2000, inviava buona parte dello stipendio in Ghana per sostenere la famiglia, tenendo per sé solo lo stretto necessario per vivere.

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