Gel detergente venduto come sanificante anti Covid-19: sequestrati 584 litri

Sull'etichetta sarebbero state presenti diciture non vere che avrebbero attribuito proprietà sanitizzanti al prodotto e che dunque avrebbero potuto trarre in inganno i consumatori

La guardia di finanza con il gel sequestrato

Un'altra possibile frode ai danni dei consumatori è stata sventata dalla guardia di finanza, costantemente impegnata in controlli di tipico economico e mirati al contenimento dei rischi causati dall'emergenze sanitaria in atto. Nei giorni scorsi dunque sono stati i militari della Tenenza di Peschiera ad effettuare un'ispezione presso un’attività commerciale operante nella zona del basso Garda, al termine della quale sono stati rinvenuti e sequestrati 709 flaconi di sostanze per la pulizia delle mani, pari a complessivi 584 litri di gel, destinati però alla vendita come prodotti anti Covid-19
Sulle etichette applicate alle confezioni di tali articoli infatti sarebbero state riportate diciture non veritierie, che avrebbero potuto trarre in inganno i consumatori. Queste avrebbero attribuito proprietà sanificanti al prodotto, tipiche di prodotti biocidi e presidi medico chirurgici, che possono inibire la trasmissione del nuovo coronavirus.
Dagli accertamenti eseguiti in seguito, sarebbe inveve emerso che il gel era semplicemente un detergente per mani, così come attestato dalla stessa azienda produttrice nella scheda informativa dello stesso.

La differenza tra le due tipologie di prodotto è sostanziale: quello rinvenuto dai finanzieri apparterrebbe al mondo della cosmesi e svolge un’azione detergente, con la funzione di sostituire acqua e sapone; i prodotti sanitizzanti, invece, svolgono una funzione disinfettante e antisettica, rientrando, dunque, tra i presidi medico chirurgici e/o biocidi.

Tra l’altro, i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione, classificabili come prodotti sanitizzanti/biocidi, posso essere posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione da parte del Ministero della Salute che ne certifica le qualità. Tale autorizzazione, che in questo caso sarebbe stata assente, garantisce la sicurezza del prodotto stesso per il consumatore, nonché la sua reale efficacia sanitizzante e sanificante.

In queste circostanze, l’ipotesi di reato avanzata a carico del commerciante è quella prevista e punita dall’art. 515 del codice penale («frode nell’esercizio del commercio», punita con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 2065 euro).

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