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Fusione Agsm-Aim. Le opposizioni: "Non possiamo votarla a scatola chiusa"

Il consigliere Michele Bertucco: "La proposta è arrivata fuori tempo massimo". Gianni Benciolini del M5S: "Anche l'amministrazione vicentina è restia a rilasciare la documentazione"

Tra la fine del mandato e l'inizio della campagna elettorale. In questa zona grigia si colloca la fusione tra la veronese Agsm con la vicentina Aim. Nozze accordate lo scorso gennaio e benedette dalla giunta Tosi, con il sindaco che ha auspicato una larga condivisione a livello politico per arrivare al più presto all'approvazione anche del consiglio comunale.

Tutti riconoscono l'importanza di questa aggregazione, ma è proprio questa importanza a spingere i consiglieri a chiedere tempo per la valutazione. "La fusione tra Agsm e Aim è arrivata fuori tempo massimo - ha detto il consigliere comunale Michele Bertucco - Gli stessi uffici comunali hanno rappresentato la necessità di disporre del tempo sufficiente a valutare le carte che finora nessuno, tranne la giunta, ha visto".

"Il progetto è troppo importante per poterlo valutare a scatola chiusa - è il commento della candidata sindaco PD Orietta Salemi - È incredibile che un progetto che definirà il futuro di uno dei patrimoni più importanti della città di Verona sia gestito dal sindaco senza dare al consiglio comunale, cioè alla città, le informazioni necessarie a valutarlo".

E il problema pare non riguardi solo Verona. "Sono a conoscenza anche della ritrosia dell'amministrazione vicentina a rilasciare la documentazione ai consiglieri M5S di Vicenza - ha dichiarato il capogruppo 5 Stelle in consiglio comunale Gianni Benciolini - Nella commissione consiliare competente il presidente Fabio Venturi, il codirettore Masetti e l'assessore Toffali non hanno presentato né dati né un piano industriale. E stante i tempi stretti e la totale mancanza di materiale informativo i consiglieri si trovano nell'impossibilità di valutare la bontà dell'operazione ed è indispensabile votare a scatola chiusa. Alla luce delle modalità con cui si sta svolgendo l'operazione verrebbe da dire che a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca. La responsabilità della eventuale mancata approvazione in consiglio comunale sarà esclusivamente di Flavio Tosi che continua ad amministrare la città con trattative private pensando che il consiglio sia solo tenuto a ratificare delibere che in molte occasioni si sono rivelate una sciagura per la città".

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