Furto nel parcheggio dell'Iperfamila, poi folle fuga e inseguimento in auto: coppia nei guai

Tutto è nato grazie alla segnalazione di un cittadino, dopo che una coppia di ladri aveva rubato la borsetta di una signora nel parcheggio del supermercato per poi fuggire in auto

La dott.ssa Anna Capozzo ed il dott. Massimo Sacco della questura di Verona

Nella giornata di ieri, giovedì 27 febbraio, gli agenti della polizia di Stato della questura di Verona riferiscono di aver portato a termine un importante arresto, operato congiuntamente dalle volanti e dalla squadra mobile. In particolare, come riferito quest'oggi dalla dott.ssa Anna Capozzo e dal dott. Massimo Sacco della questura scaligera, ieri pomeriggio intorno alle 16.30 è arrivata alla centrale una segnalazione. Si trattava di un cittadino che avrebbe riferito di aver assistito ad un furto su un'automobile parcheggiata all'interno del posteggio del supermercato "Iperfamila" a Madonna di Dossobuono.

Secondo la ricostruzione dei fatti svolta dalla polizia, subito dopo aver fatto la spesa, una signora anziana avrebbe lasciato incustodita a bordo della propria autovettura la sua borsetta per andare a riporre il carrello negli appositi spazi. È purtroppo abbastanza frequente che alcuni malintenzionati si fermino di proposito nei parcheggi dei supermercati, attendendo proprio momenti come questo per intervenire e compiere furti. La malcapitata signora, suo malgrado, si sarebbe quindi in tale circostanza imbattuta proprio in una coppia di, chiamiamoli così, "professionisti del settore". In una frazione brevissima di tempo, dunque, i ladri avrebbero agito prelevando la borsetta lasciata incustodita sul sedile per poi dileguarsi a bordo della loro auto.

Il senso civico e la prontezza di riflessi di un altro cliente del supermercato presente sul posto, ha però consentito alla polizia di dare avvio alle ricerche dei due autori del furto. L'uomo, infatti, sarebbe riuscito a filmare la vettura sulla quale la coppia era fuggita, oltre ad annotarsi il numero di targa, per poi contattare la questura scaligera e riportare la scena alla quale aveva appena assistito. Il cliente avrebbe quindi riferito che si sarebbe trattata di un'auto Alfa Romeo, cosa che si rivelerà poi inesatta, ma l'acume e l'intuito degli agenti di pattuglia della squadra mobile ha fatto sì che il veicolo ricercato venisse ugualmente identificato. Gli agenti della mobile, infatti, poco dopo la segnalazione, avrebbero incrociato un'auto sospetta tra via Mantovana e via Villafranca. Fidandosi del proprio intuito, gli agenti avrebbero quindi deciso di invertire il proprio senso di marcia e di inseguire il veicolo diretto verso il centro cittadino.

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A quel punto ne sarebbe nato un inseguimento "folle" per le vie di Verona, a tratti anche piuttosto pericoloso poiché, ad esempio, la stessa via Mantovana è una strada costeggiata da parchi giochi, potenzialmente con bambini, e non senza diversi attraversamenti pedonali. Sta di fatto che, fortunatamente, non si sono registrati feriti. Ad ogni modo, il conducente dell'auto inseguita dalla polizia, sentendosi braccato, avrebbe spinto al massimo sull'acceleratore dovendosi poi però ugualmente bloccare al semaforo di via Fermi. A quel punto gli agenti si sarebbero palesati, mostrando la paletta e intimando l'alt, cercando quindi di far scendere i due occupanti del veicolo inseguito, un uomo classe '69 nato a Genova e una donna classe '78 nata a Milano, entrambi, secondo la polizia, forse «affiliati a famiglie sinti». Tuttavia, l'auto sarebbe a quel punto ripartita sgommando e cercando nuovamente di far perdere le proprie tracce. 

L'inseguimento si sarebbe dunque protratto ulteriormente, speronando anche un'auto, attraversando via Valeggio, via Santa Elisabetta, fino a via Guerrieri e in contromano lungo via Cavalchina. Qui i fuggitivi si sarebbero infine dovuti bloccare, poiché dall'altro lato, quello corretto, sarebbe giunto un altro veicolo che avrebbe così arrestato la corsa dell'auto in fuga. A quel punto sarebbero giunti anche gli agenti delle volanti della questura di Verona, i quali avrebbero quindi provveduto ad arrestare i fuggitivi. Nel corso dell'inseguimento, la polizia riferisce di aver notato la donna gettare dall'auto in corsa quelli che poi si sarebbero rivelati essere la borsa ed il cellulare rubati, mantenendo a sé soltanto 30 euro circa ed alcune tessere bancomat

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Una volta accompagnati gli arrestati in questura, la polizia spiega di aver potuto appurare che entrambi avevano alle spalle già diversi precedenti: furti in appartamento, lesioni, spaccio di stupefacenti e truffe (in particolare online). Le accuse nei loro confronti sono in questo caso di "furto" per quel che riguarda la borsa rubata nel parcheggio dell'Iperfamila, ma anche di "resistenza a pubblico ufficiale" a causa della fuga e relativo inseguimento in auto, infine è stata sporta denuncia per la falsificazione della targa della stessa vettura sulla quale viaggiavano. Tale targa, infatti, la polizia spiega di aver accertato che sarebbe stata manomessa con la sovrapposizione alla serie di numeri e lettere originali di un'altra serie, risultando così intestata ad un uomo che in realtà sarebbe deceduto un mese circa fa, il quale a sua volta sarebbe poi risultato gravato da precedenti. Per entrambi si è svolto il processo per direttisima e nei confronti di tutti e due è stata disposta la misura della "custodia cautelare". A conclusione di questa brillante operazione, il capo dell'ufficio investigativo della squadra mobile della questura scaligera, il dott. Massimo Sacco, ha voluto ringraziare pubblicamente i «suoi ragazzi» che, da quando si è insediato, stanno seguendo pedisequamente le sue istruzioni ed in particolare quella più importante: «Il nostro posto di lavoro, per la sicurezza e nell'interesse di tutti i cittadini di Verona, - spiega il dott. Sacco - deve sempre essere la strada».

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