Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Cavour

Rapina di Castelvecchio: "Il Comune non ha potuto fare nuove gare per la vigilanza"

A distanza di due mesi dal furto di 17 capolavori dal valore secondo alcuni esperti inestimabile, compiuto nel Museo di Castelvecchio il 19 novembre scorso, ancora nulla si è fatto, o "potuto fare" stando alle parole del Sindaco, per migliorare la sorveglianza

Sui rapporti tra Comune e Sicuritalia, la mattina di venerdì 20 novembre, giorno successivo alla rapina a Castelvecchio, gli uffici del Comune hanno convocato telefonicamente il responsabile amministrativo di Sicuritalia per chiedere una relazione dettagliata di ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

"Lunedì 23 novembre gli stessi uffici hanno inviato alla ditta una formale contestazione di violazione degli obblighi di sorveglianza con richiesta di risarcimento dei danni a qualsiasi titolo subiti dall'Amministrazione. Non avendo ricevuto riscontro alla richiesta verbale del 20 novembre, in data 30 novembre è stato formalmente sollecitato con lettera Raccomandata quanto richiesto.

In data 18 dicembre (un mese dopo) è pervenuta al Comune una nota di Sicuritalia contenente una breve relazione sull'accaduto, subito trasmessa al Museo di Castelvecchio per le verifiche ed i riscontri del caso, nonché per acquisire ulteriori elementi di valutazione sulla condotta tenuta dall'Istituto di Vigilanza.

Tutta questa documentazione, nonché gli elementi emersi in riferimento all'accaduto, saranno prossimamente portati all'attenzione della Giunta per le eventuali decisioni di assumere nei confronti di Sicuritalia. Infine, bisogna ricordare che si potrà predisporre e pubblicare un nuovo bando di gara per la vigilanza degli immobili comunali solo dopo che il Ministero di Giustizia avrà fatto sapere al Comune se intende che la vigilanza degli Uffici Giudiziari di Verona sia prevista nella medesima gara, ovvero se lo stesso Ministero non ritenga di provvedere autonomamente in merito".

A proposito di tutta questa vicenda, non si sono fatte attendere le pronte repliche da parte dei consiglieri comunali del Partito Democratico. In primo luogo è lo stesso capogruppo Pd Michele Bertucco a manifestare tutto il suo disappunto: “Se il prolungato silenzio in merito alle indagini sul furto dei capolavori di Castelvecchio può essere comprensibile, chiarezza e tempestività sarebbero dovute almeno sul piano amministrativo affinché venga garantita la sicurezza al resto delle opere d'arte rimaste nei nostri musei. Durante il consiglio straordinario dedicato ai fatti di Castelvecchio il Sindaco aveva parlato di precise responsabilità in capo alla società di vigilanza e di interventi immediati per aumentare la sicurezza dei siti, tanto è vero che il Consiglio aveva votato all'unanimità un congruo stanziamento di risorse”. 

Le cose ad oggi però paiono abbastanza bloccate su tutti i fronti, e il consigliere Bertucco non le manda certo a dire: “A distanza di due mesi, Tosi ci viene a dire che non è riuscito a venire a capo di nulla perché la società ha risposto con ritardo e manca un timbro del ministero per procedere al nuovo affidamento dei servizi della sicurezza. Non possiamo non rimarcare per l'ennesima volta l'abisso esistente tra gli annunci e la realtà dei fatti che inesorabilmente tende sempre all'immobilismo. Le colpe, infatti, sono sempre di qualcun altro”.

Sul fronte delle critiche nei confronti dell'Amministrazione, ci ha poi pensato anche la consigliera Elisa la Paglia, sempre del Partito Democratico, a rincarare la dose: “La cosa preoccupante è che dopo aver distribuito responsabilità a destra e manca, a dirigenti e società di vigilanza, dal Sindaco non si riesce a cavare una sola parola in merito alle strategie di sicurezza da mettere in campo per difendere il patrimonio rimasto. Le opere saranno finalmente allarmate? Le assicurazioni verranno adeguate? È stato calcolato il risparmio che un investimento in impianti di allarme comporterebbe sugli oneri assicurativi e di vigilanza? È questo che vogliamo sapere dal Sindaco, che è pure assessore alla cultura: ci racconti, per quanto di sua competenza, che cosa ha fatto per prevenire la possibilità che fatti del genere si ripetano”.

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