Cronaca Via Mirandola

Ennesimo furto di rame: arrestata dai Carabinieri una banda di cittadini stranieri

Ritrovati nove quintali di rame all'interno di un furgone sospetto, la cui presenza per le vie di Santa Maria di Zevio era stata segnalata da alcuni solerti cittadini. L'arresto dei criminali compiuto dai Carabinieri di Zevio la notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 febbraio

Immagine di repertorio

Alle prime luci dell’alba di giovedì 18 febbraio, i Carabinieri della Stazione di Zevio hanno arrestato una banda multietnica composta da tre cittadini stranieri. Le indagini sono scaturite da un furto di rame avvenuto nello scorso mese di dicembre all’interno di un’azienda del comune zeviano, nonché da alcune segnalazioni pervenute in caserma da “attenti” cittadini circa l’anomala presenza di un furgone bianco nella frazione Santa Maria. Nella serata di mercoledì scorso i militari hanno individuato il furgone sospetto parcheggiato sulla pubblica via, decidendo così di predisporre un servizio di monitoraggio e pedinamento, nel corso del quale sono riusciti ad individuare dei soggetti stranieri che vi salivano a bordo, dirigendosi presso la dismessa area della “Floricoltura Le Barbare”, già in passato presa di mira da ladri del prezioso oro rosso.

I sospetti degli operanti si sono rivelati ben presto esatti, visto che due degli occupanti, dopo aver imboccato una strada sterrata posta sul retro dell’area in disuso, scendevano e tagliavano la rete di recinzione per guadagnarsi l’accesso alla proprietà, mentre il terzo spostava ed nascondeva il mezzo che avrebbe potuto far insospettire qualche passante, per poi raggiungere i compici con i quali iniziava il prelievo dai cavi dell’alta tensione del prezioso metallo.

Alle ore 4 del mattino, dopo circa sette ore di faticoso ininterrotto “lavoro”, due dei tre malfattori uscivano dalla zona effettuando a bordo di un’autovettura un’attenta ricognizione per verificare l’assenza di forze dell’ordine, quindi il terzo complice recuperava il furgone sul quale veniva caricato il maltolto. Il furgone, seguito dall’autovettura dei complici, è stato però fermato e sottoposto a perquisizione in un’area di servizio presente sulla tangenziale nord della SS434.

All’interno del mezzo sono stati rinvenuti ben nove quintali di cavi in rame, oltre ad altra attrezzatura prelevata dall’interno dei capannoni della floricoltura. Anche gli altri due malfattori che tentavano di lasciare in fretta la zona venivano prontamente bloccati dai militari che li stavano pedinando. Sono quindi scattate le manette ai polsi dei tre stranieri, uno dei quali pregiudicato per analoghi reati, che nella mattinata stessa sono comparsi per l’udienza di convalida davanti al Giudice del Tribunale di Verona, Dott.ssa Rita Caccamo, ammettendo gli addebiti e spiegando di aver commesso il furto per bisogno di denaro. Il rame recuperato, probabilmente destinato a qualche ricettatore del circondario, avrebbe fruttato alla banda circa € 2.500. La preziosissima collaborazione fornita dai cittadini e l’acume degli investigatori ha permesso, questa volta, di sventare l’ennesimo furto di “oro rosso”.

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