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Caso Girolamini: "Abile oratore che ha distrutto la mia vita"

L'avvocato veronese al centro delle indagini si difende

"D. ha sottratto insieme a me i libri della biblioteca di Padova e della biblioteca di Montecassino. Ha sottratto poi, insieme a me, alcuni libri della biblioteca dei Girolamini", così affermava M. D. C. in un interrogatorio risalente all'agosto del 2011. Ora l'avvocato veronese S. D punta dritto alla meta e bersaglia quello che, a detta dello stesso D. C., avrebbe dovuto essere il suo "socio" nell'attività di trafugamento di libri rari ed antichi, accusandolo di essere un millantatore, un abile oratore che lo avrebbe circonfuso e dicendosi estraneo ai fatti contestati dalle indagini in corso.

Ad unire i due personaggi vi sarebbe soltanto la passione comune per i libri antichi, ma stando alle frasi di D. riportate dal quotidiano L'Arena, l'avvocato avrebbe ottenuto da questa improvvida frequentazione soltanto la propria vita e quella della sua famiglia distrutta. Una presa di distanze radicale, dunque, quella espressa nelle parole dell'avvocato che sperava di diventare Notaio S. D., e che invece ora si trova nel registro degli indagati dalla Procura. A trascinarlo nei pasticci sarebbe dunque stato D. C., ma da parte sua D. continua a dirsi innocente e disposto a chiarire ogni dubio con la Procura.

Nel frattempo è stato dissequestrato nella giornata di ieri, uno dei libri rubati sui quali verte l'inchiesta. Il volume antico era stato acquistato "regolarmente" da un libraio a Milano qualche anno fa, dopo però che era stato sottratto dalla Biblioteca diocesana del Seminario di Verona. La prima richiesta da parte dell'acquirente affinché il volume venisse dissequestrato, era stata inizialmente respinta, mentre giovedì mattina il giudice Donati ha deciso di accogliere l'istanza presentata.

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