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Cronaca San Bonifacio / Via Sorte

Entra al bar per un caffè e gli rubano l'automobile. Veicolo ritrovato, un arresto dei carabinieri di San Bonifacio

L'episodio è avvenuto nel Comune di Bellfiore ed è l'ultimo di una serie di furti d'auto sui quali i carabinieri stavano già indagando

I militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di San Bonifacio, riferiscono di essere stati impegnati sin dalle prime ore della mattina di lunedì 24 gennaio in una serrata caccia al presunto responsabile dell’ultimo furto, in ordine temporale, di un’automobile. Quest'ultima era stata parcheggiata dal proprietario di fronte alle vetrine di un bar nel Comune di Belfiore, dove si era recato per prendere il primo caffè della giornata. Secondo quanto riferito dai militari, sarebbero però bastati pochi attimi e il malvivente avrebbe aperto l’automobile, per poi «accenderla e dileguarsi».

Al legittimo proprietario a quel punto non sarebbe rimasto altro da fare che avvertire la centrale operativa dei carabinieri. Quella chiamata ben presto si è trasformata in un utilissimo tassello per gli investigatori del Norm, già impegnati nelle ultime settimane nella ricostruzione di altri quattro furti di veicoli avvenuti nella zona.

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La meticolosa attività d’indagine, spiega la nota dei militari dell'Arma, pare avesse infatti portato i carabinieri ad «individuare un giovane di origine nord africana». Proprio lunedì mattina i militari riferiscono quindi di aver avuto «la certezza di essere sulla pista giusta» ed hanno così «stretto le maglie intorno al sospettato». Dopo aver diramato le ricerche dell’autoveicolo rubato a tutte le pattuglie in servizio, gli investigatori spiegano di aver «meticolosamente analizzato i passaggi avvenuti dal momento del furto sotto i lettori targhe installati in diversi punti nel territorio». Proprio questa attività, come in occasione degli arresti effettuati dagli stessi carabinieri appena dieci giorni fa a Lonigo, si sarebbe infine rilevata ancora una volta «determinante».

L’automobile rubata sarebbe dunque stata «individuata e pedinata per alcune ore». Quando poi le condizioni di sicurezza lo hanno consentito, i carabinieri riferiscono di aver «chiuso l’operazione» arrestando a Ronco all’Adige il presunto responsabile e, inoltre, denunciando in stato libertà una donna con l'accusa di «ricettazione in concorso».

L’uomo arrestato, secondo ciò che riportano i militari, avrebbe anche opposto «resistenza nei confronti dei militari, tentando di mordere la gamba di un carabiniere», il quale «solo grazie alla sua prontezza di riflessi» sarebbe comunque riuscito a non subire conseguenze. Dopo una notte in cella, nella tarda mattinata di martedì, il Tribunale scaligero ha convalidato l’arresto dell'uomo, applicando nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria, rinviando il processo al prossimo mese di marzo. 

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