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Carabinieri con la refurtiva recuperata

Carabinieri con la refurtiva recuperata

Maestri del furto in abitazione bloccati dai carabinieri e messi in carcere

Sono un 27enne ed un 30enne a cui i militari di Negrar di Valpolicella contestano 21 furti in abitazione, commessi tra le province di Verona, Vicenza e Trento

Mercoledì scorso, 20 gennaio, i carabinieri di Negrar di Valpolicella hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dal pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti a carico di due giovani albanesi sospettati di aver compiuto numerose razzie all'interno di abitazioni private nelle province di Verona, Vicenza e Trento, negli ultimi tre mesi. Al primo dei due, i carabinieri sono giunti alla fine di ottobre, analizzando i sistemi di videosorveglianza del territorio di competenza. I militari si erano resi conto che, quando venivano commessi furti in appartamento, era sempre presente una Peugeot intestata ad una donna albanese. E alla guida dell'auto c'era i figlio di 27 anni, un operaio disoccupato che risulta formalmente residente a Negrar con la madre. Le iniziali del nome del giovane sono S.E.. Su di lui, i carabinieri hanno concentrato la loro attenzione, individuando anche il suo presunto complice: un connazionale 30enne, arrivato in Italia dopo l'estate ed il cui nome ha come iniziali T.D.

Da novembre, i militari di Negrar di Valpolicella hanno approfondito le indagini, attraverso prolungati e rischiosi servizi di osservazione e pedinamento, intercettazioni ambientali e rilevazioni gps, che hanno permesso di ricostruire le attività criminose dei due albanesi. È emerso che la coppia aveva affittato un alloggio a Verona, il loro quartier generale, e si muovevano quotidianamente fra le province vicine, in costante cerca di abitazioni da svaligiare. L’attività illecita sarebbe stata gestita come un'ordinaria attività di lavoro, compiuta spesso in trasferta, con regole ed orari precisi. I due, infatti, si muovevano solo con il calare della sera e stavano attenti a non violare il coprifuoco delle 22. Altra accortezza, durante i continui e ripetuti sopralluoghi, era quella di evitare bar gestiti da connazionali per non dover familiarizzare e quindi lasciare traccia del loro passaggio.

I carabinieri hanno ricostruito e contestato ai due indagati ben 21 furti in abitazione, commessi nel periodo tra fine ottobre 2020 e gennaio 2021, anche se si ritiene che al termine delle indagini potranno essere individuati ulteriori fatti. I due agivano con determinazione e perizia estreme, forzando porte e finestre di case dove avevano verificato l'assenza dei proprietari. Normalmente S.E. si occupava di condurre il mezzo e fornire la copertura all'esterno dell'abitazione. Mentre T.D. si incaricava dell'accesso, generalmente in solitaria. Durante la razzia, i due rimanevano in contatto telefonico, riuscendo ad allontanarsi per tempo quando la situazione diventava troppo rischiosa. Il duo asportava contanti, monili in oro, orologi preziosi, occhiali di marca, profumi e borse da donna, in modo da poter rivendere la refurtiva sul mercato nero, ma mostrava attenzione anche ad oggetti di immediata utilità.

Immediatamente dopo il periodo natalizio, i due si erano spostati in Trentino dove avevano preso alloggio in un b&b per battere con più comodità quella zona, dalla quale stavano rientrando mercoledì per consentire a T.D. di prendere l'aereo e tornare in Albania. Proprio questa circostanza, captata dalle microspie dei carabinieri, insieme all'esito delle indagini fino a quel momento condotte, ha indotto la Procura della Repubblica si Verona ad emettere il decreti di fermo di indiziato di delitto, per scongiurare il pericolo di fuga.
I due albanesi sono stati bloccati appena varcato il casello di Verona Nord, sono stati informati del provvedimento emesso a loro carico e sono stati portati in carcere.

Dopo il fermo, sono state svolte le perquisizioni a carico dei due indagati che hanno consentito di recuperare, in macchina e in abitazione, buona parte dei proventi delle razzie, rinvenendo anelli, orologi, occhiali costosi e borse da donna di marche pregiate che ora verranno restituiti ai legittimi proprietari. A S.E. sono stati sequestrati anche 1.000 euro in contanti.

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