Furti in abitazioni e aziende tra Verona e Vicenza: banda sgominata

I carabinieri della compagnia di San Bonifacio li hanno arrestati giovedì mattina, ritenendoli colpevoli di quattro colpi messi a segno a Caldiero, Illasi, Arzignano e Alta Villa Vicentina: le indagini però proseguono

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A loro sono stati attribuiti 4 colpi comessi tra il 2017 e il 2018 nelle province di Verona e Vicenza, ma proseguono gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio, coordindati dal Capitano Daniele Bochicchio, per appurare eventuali collegamenti ad altri episodi. Si tratta di una banda composta da tre persone, specializzata in furti in abitazione ed in azienda, sgominata alle prime luci di giovedì mattina con la collaborazione del Pm Ottaviano. In manette, con le accusa di ricettazione, furto in abitazione e furto aggravato in concorso, sono finiti: P. F., albanese classe 1987, senza fissa dimora e disoccupato, arrestato a Brescia; D. L., albanese classe 1982, senza fissa dimora e disoccupato, arrestato nella zona di Lonigo; S.G., italiano classe 1965, operaio del settore edile residente ad Arzignano. Tutti pregiudicati, principalmente per reati contro il patrimonio. 

I FURTI - Come detto, sono quattro i colpi attributi attualmente alla banda, che non aveva una vera base operativa. 
Il primo è stato commesso nel luglio 2017 in un'abitazione di Caldiero, dove vennero trafugati alcuni preziosi orologi del valore complessivo di circa 30 mila euro, oltre a 5/6 mila euro in contanti. Nell'ottobre 2017 a finire nel mirino dei malviventi è stata una ditta di Illasi, la CLF, dalla quale furono asportati un furgone Daily, un'auto e vario materiale, come un pc, utensili e altro. Nel gennaio 2018 la banda si è spostata nel Vicentino, colpendo la conceria Cocco srl di Arzignano, dalla quale vennero rubati 30/35 mila euro di fogli di pelle già trattati e pronti per la vendita, mentre il mese successivo, da un'abitazione di Alta Villa Vicentina, vennero fatti sparire alcuni monili in oro ed una pistola. 

LE INDAGINI - Gli elementi raccolti sulle varie scene del crimine e i filmati delle telecamere di sorveglianza, hanno però permesso ai carabinieri di ricostruire il quadro della situazione. Gli investigatori sono riusciti a risalire agli individui sospettati dei colpi e alla loro cerchia di amicizie e conoscenze, mettendoli sotto stretta osservazione. Un'attività che ha permesso di individuare il furgone, già segnalato in precedenza e sospettato di essere utilizzato nelle spaccate per ripulire le slot machine dei bar, e di recuperalo al termine di un inseguimento con protagonisti i carabinieri di Cologna Veneta: i quell'occasione i militari intercettarono il mezzo, ma gli occupanti riuscirono a fuggire abbandonandolo. 
Grazie alle indagini inoltre è stata anche recuperata parte della merce sottratta nella conceria vicentina: 10/15 mila euro di fogli di pelle sono stati trovati in un deposito abbandonato vicino a Lonigo, ma sul posto non erano presenti i malfattori. 

GLI ARRESTI - L'attività alla fine ha permesso alle forze dell'ordine di individuare nei tre soggetti i responsabili dei colpi, durante i quali non sono stati mai registrati episodi di violenza, tutti già noti alle forze dell'ordine. Ora i tre, uno a Brescia e due a Vicenza, attendono in carcere di comparire davanti al giudice, mentre i carabinieri lavorano per comprendere se altri furti portano la loro firma. 

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