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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca San Giovanni Lupatoto

Furti in casa e sulle auto: smascherato dalla compagna, 40enne finisce in manette

La donna avrebbe chiamato i carabinieri dopo un litigio e, forse in preda alla rabbia, lo avrebbe indicato come l'autore di una serie di colpi commessi nei giorni scorsi a San Giovanni Lupatoto, svelando anche dove sarebbe stata nascosta la refurtiva

Avrebbe messo a segno una serie di furti in abitazione, e non solo, che avevano esasperato alcuni cittadini di San Giovanni Lupatoto, ma alla fine è stato arrestato dai carabinieri della stazione locale, in seguito al "tradimento" della sua compagna. I militari infatti hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Verona su richiesta della procura, nei confronti di un 40enne cittadino marocchino, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, che dovrà ora rispondere delle accuse di furto in abitazione e furto aggravato. 

A partire dal 22 marzo, secondo quanto riferito dall'Arma, l'uomo si sarebbe reso protagonista nel giro di pochi giorni di una lunga serie di colpi messi a segno nel territorio lupatotino. Dai furti in casa a quelli sulle auto in sosta, che gli avrebbero permesso di mettere le mani sui bottini più svariati: da biciclette elettriche del valore di 3 mila euro, a caricabatterie e profumi per auto, tablet, giubbini, profumi Calvin Klein, scarpe da ciclismo, idropulitrici, portafogli, agende, portadocumenti e altro ancora.

Il 40enne si sarebbe dimostrato particolarmente abile e veloce in questi colpi, sottolineano i carabinieri, che sono riusciti in ogni caso a fermarlo. 
L'allerta ai militari è stata lanciata da un cittadino che aveva sorpreso lo straniero a rubare nel cortile della sua abitazione: rintracciato rapidamente nelle vicinanze dagli uomini dell'Arma, è stato trovato ancora in possesso di una bici appena sottratta e con uno zaino pieno di oggetti di dubbia provenienza, tra cui un tablet, scoperto poi essere oggetto di furto. 
Ma sarebbe stato tradito anche da colei che avrebbe dovuto essere la sua complice. A distanza di qualche giorno dal primo furto, tra i due si sarebbe verificato un litigio, in seguito al quale la compagna avrebbe richiesto l'intervento dei militari: proprio in quell'occasione, forse accecata dall'ira, la donna avrebbe smascherato l'uomo non solo rivelando la sua attività illecita, ma anche rivelando il luogo dove sarebbe stato solito nascondere la refurtiva. Dichiarazioni che avrebbero trovato riscontro, oltre che nelle varie denunce, nelle successive indagini dell'Arma, che hanno portato ad un controllo nella casa dove i due erano soliti trascorrere la notte, dove sarebbe stata rinvenuta la merce oggetto di furto. 
Per l'uomo sono quindi scattate le manette ed è stato condotto nel carcere di Montorio. 

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