Svaligiavano auto in sosta lungo l'autostrada A22 grazie a un "jammer": due arresti

Smantellato il sodalizio criminale che aveva prodotto una serie di furti sulle autovetture che sostavano lungo la A22 grazie all'impiego di un disturbatore di frequenza, cosiddetto "jammer", in grado di inibire la chiusura delle portiere

Nell’ordine, da sx: il Dirigente della Sezione PS di Trento, 1° Dirigente dott. Giansante Tognarelli; il Dirigente del Compartimento PS per il Trentino – Alto Adige, Dirigente Superiore dott. Costantino Capuano; il Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero S.p.A., ing. Carlo Costa; il Dirigente del Centro Operativo Autostradale di Trento, Commissario Capo dott. Raffaele Federici; il Comandante della Sottosezione PS di Trento, Ispettore Capo Pasquale Borgomeo

Con la costituzione presso il carcere di Arienzo (CE) di martedì 12 settembre di un ricercato  e l’arresto dell’altro, avvenuto il 19 luglio, si è conclusa l’operazione “inibitori di frequenza”, avviata nei confronti di un sodalizio criminale dedito al furto, su autovetture in autostrada.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, ed eseguita dalla Sottosezione della Polizia Autostradale di Trento, è iniziata lo scorso anno dopo la denuncia di un cittadino italiano in viaggio sull’autostrada A22 del Brennero. L’uomo che si era fermato per una breve sosta sull’area di servizio Adige Ovest, era stato derubato di alcuni suoi beni, custoditi all’interno della propria autovettura, senza apparenti danni all’auto.

Analoghi episodi sono avvenuti nei mesi successivi praticamente su tutte le aree di servizio della tratta autostradale dell’A22 del Brennero. L’attività investigativa, ha consentito di comprendere come l’organizzazione criminale, per mezzo di un congegno elettronico, denominato “jammer, nascosto nel cablaggio originale delle autovetture, inibiva la chiusura delle porte delle autovetture. In questo modo una volta che il proprietario si era allontanato i malviventi potevano agire indisturbati, certi che non solo non sarebbe scattato alcun allarme, ma anche che la loro azione non avrebbero destato alcun sospetto. 

Al termine delle indagini sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due cittadini italiani, originari di Napoli, una eseguita a luglio e la seconda martedì 12 settembre, quando il secondo malvivente si è costituito in carcere. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate le due autovetture utilizzate per la commissione dei furti che celavano all’interno delle portiere il congegno elettronico denominato “jammer”.

La particolarità delle modalità utilizzate dai malfattori consisteva, per l’appunto, nell’utilizzo di un’apparecchiatura, il cosiddetto “jammer”, che serviva ad ingannare l’ignaro proprietario che riteneva di aver regolarmente chiuso le portiere, mentre, in realtà, le stesse rimanevano aperte permettendo ai ladri di “ripulire” le auto senza alcun segno di scasso.

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