Furgone sospetto si aggira tra le case: dalla perquisizione spuntano gli arnesi

I carabinieri di Pastrengo erano rimasti insospettiti dai movimenti del mezzo e hanno deciso di fermarlo: a bordo hanno trovato un veronese pregiudicato, insieme a due donne

Gli arnesi sequestrati dai carabinieri

Una pattuglia di carabinieri della stazione di Pastrengo, stava effettuando un servizio di perlustrazione sul territorio comunale nel pomeriggio del 26 febbraio, quando ha notato un Fiat Scudo di colore bianco con tre persone a bordo, un uomo e due donne, che si stava aggirando in maniera sospetta nelle zone residenziali. Inizialmente i militari hanno osservato il veicolo a debita distanza, notando dei curiosi rallentamenti in prossimità di private abitazione, come se i tre volessero osservare bene all’interno delle case.

Gli uomini dell'Arma hanno dunque deciso di fermare il mezzo e di identificare gli occupanti, tra i quali era presente R.R., classe 1966 veronese, positivo in banca dati Sdi per reati contro il patrimonio, che si trovava in compagnia di una cittadina marocchina e di una albanese. 

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Alle domande dei carabinieri, che chiedevano come mai i tre si trovassero a Pastrengo, R.R. ha risposto che andava di fretta perché doveva accompagnare una delle sue amiche ad un colloquio di lavoro presso un albergo a 5 stelle sul lago di Garda. Una dichiarazione verosimile che però ha generato diversi dubbi negli operatori, soprattutto a causa degli abiti indossati dalla donna, che non sembravano indicati per sostenere un colloquio di lavoro.

I militari allora hanno deciso di condurre tutti e tre in caserma per svolgere alcuni accertamenti, approfondendo il modus operandi utilizzato da R. R. per i reati contro il patrimonio che aveva alle spalle commessi in vari comuni della provincia di Verona. Le verifiche hanno permesso di portare alla luce che ogni volta che l'uomo veniva controllato dalle forze dell'ordine, riferiva loro di dover accompagnare delle sue “amiche” ad un colloquio di lavoro, per poi introdursi all’interno di aziende e/o alberghi e mettere a segno il colpo. 

Dichiarazioni dunque molto simili a quella resa al personale della stazione di Pastrengo, che ha deciso allora di procedere alla perquisizione del furgone, trovando un segaccio telescopico lungo complessivamente circa 35 centimetri, due martelli, una cesoia ed un cacciavite: tutti messi poi sotto sequestri. Gli arnesi erano nascosti all’interno della tasca laterale sinistra anteriore, lato conducente, in una posizione che ne avrebbe comunque permesso l'utilizzo immediato in caso di bisogno. 

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Per quanto riscontrato, quindi, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà  R.R. per la violazione dell’art. 4 L.110/1975, dal momento che, senza apparente e giustificato motivo, aveva nell’immediata disponibilità uno strumento ritenuto potenzialmente atto ad offendere.

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